Quotidiano Nazionale logo
23 gen 2022

Anno giudiziario Marche, la sfida della criminalità. È allarme per le cosche calabresi

Il procuratore generale Ortenzi: presenti in quattro province. "Massima attenzione alla ricostruzione post sisma". Sono in aumento i casi di usura e i reati online

pierfrancesco curzi
Cronaca
Il presidente della Corte d’Appello di Ancona, Luigi Catelli, all’inaugurazione dell’anno giudiziario
Il presidente della Corte d’Appello di Ancona, Luigi Catelli, all’inaugurazione dell’anno giudiziario
Il presidente della Corte d’Appello di Ancona, Luigi Catelli

Ancona, 23 gennaio 2022 -  Le mani della criminalità organizzata spaventano le Marche: quattro province su cinque delle Marche sono sotto la minaccia delle cosche calabresi della ‘ndrangheta. Non siamo ancora al radicamento nel territorio, ma la presenza e l’operatività sono state accertate. È senza dubbio questo il tema più delicato emerso dalla relazione del Procuratore generale della Corte di Appello di Ancona, Luigi Ortenzi, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario che si è svolto ieri dentro al Palazzo di Giustizia intitolato a Vittorio Salmoni. Come un anno fa le regole imposte dalla pandemia hanno caratterizzato, e limitato, lo svolgimento della cerimonia e l’impatto del Coronavirus ha prodotto una serie di effetti evidenti: calano i reati predatori, furti e rapine, che destano maggior allarme sociale, ma sono in preoccupante aumento le truffe, i casi di usura e i reati online in genere.

Non poteva non mancare un passaggio dedicato all’aumento del disagio giovanile esplicitato in reati, tra cui risse e aggressioni, commessi da gruppi di minorenni. Massima attenzione, secondo le autorità giudiziarie, alla nascita di consorterie criminali nell’ambito dell’ampio cratere sismico, specie nella delicata e ambita fase della ricostruzione. L’offensiva della magistratura territoriale nei confronti dei fenomeni criminosi ha evidenziato le gravi carenze di personale e l’attività giudiziaria resa ancora troppo lenta proprio da questi buchi e da una difficile implementazione dei nuovi sistemi. Carenza di personale che riguarda il numero dei magistrati nelle procure, a partire dalla pianta organica di quella presso il tribunale per i minorenni delle Marche: "Gli uffici presentano gravi scoperture del personale amministrativo – ha detto il procuratore – soprattutto in riferimento alle figure apicali, attorno al 21%; ancor più preoccupante la situazione alla Procura generale di Ancona, con carenze superiori al 30%".

I limiti della macchina della giustizia marchigiana contro i fenomeni criminali più temuti, ossia le infiltrazioni della criminalità organizzata, la priorità da combattere: "Nelle Marche, pur non essendo presenti forme di radicamento stabile delle mafie, negli ultimi anni è stata registrata la presenza e talvolta l’operatività di affiliati all’organizzazione calabrese – ha aggiunto Ortenzi –. Nella regione, sarebbero almeno quattro le aree a rischio: a San Benedetto del Tronto dov’è stata segnalata la presenza di soggetti riconducibili alla ‘ndrangheta catanzarese, nelle province di Fermo e Macerata, con proiezioni riferibili a cosche del crotonese, e nel Pesarese, dove sarebbe stata accertata l’operatività di soggetti riconducibili a cosche del reggino".

L’alto magistrato ha anche ribadito la necessità di mantenere viva l’attenzione sulla ricostruzione post sisma, dove gruppi criminali potrebbero infiltrarsi nell’aggiudicazione di appalti e subappalti pubblici, a svantaggio di imprese sane. E poi sul problema del disagio giovanile: "Serve un rinnovato impegno da parte di tutte le istituzioni per prevenire ed educare i giovani a un comportamento corretto e consapevole. Il protrarsi della pandemia ha accentuato le problematiche legate al disagio giovanile e per il superamento non basta la repressione, serve il supporto di tutte le istituzioni".

Aprendo l’Anno giudiziario il presidente della Corte d’appello di Ancona, Luigi Catelli, ha rivolto un saluto al Capo dello Stato Sergio Mattarella "supremo garante della Costituzione a cui porgo un sentito ringraziamento per la preziosa opera svolta durante il suo mandato nell’interesse della nazione e, in particolare, a sostegno della giustizia e dei principi fondamentali di autonomia ed indipendenza della Magistratura".
 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?