Stefano Menzo, direttore della Virologia dell’ospedale di Torrette
Stefano Menzo, direttore della Virologia dell’ospedale di Torrette

Ancona, 28 settembre 2021 - Calano i contagi da Covid-19 ad Ancona e nelle Marche. Una buona notizia, anche se è presto per cantare vittoria nella lunghissima lotta contro il virus. Per una volta però a infondere ottimismo è anche la comunità scientifica, a partire da Stefano Menzo, direttore della Virologia dell’ospedale di Torrette che non ha mai nascosto una certa preocc upazione.
 

Dottor Menzo, c’è da essere davvero così ottimisti?
"Direi di sì, in effetti neppure io mi aspettavo che a questo punto, dopo la ripresa dei contagi e dei ricoveri degli ultimi due mesi, ci saremmo trovati in questa situazione. La percentuale dei nuovi positivi è in calo e lo stesso dicasi dei pazienti ospedalizzati".
L’effetto-scuola c’è stato o deve ancora arrivare?
"Una ripresina ci sarà e molto dipenderà ovviamente proprio dalla situazione delle scuole. Il fatto che ci siamo sempre più studenti vaccinati farà sì che l’effetto della ripresa delle lezioni sia meno impattante".
Dunque nulla di replicabile rispetto allo stesso periodo del 2020?
"Certo che no, un anno fa i vaccini non c’erano. Ora molto dipenderà dalla circolazione base del virus, ma le aspettative sono confortanti".
Entro quale periodo ci si potrebbe attendere una ripresa dei contagi?
"Da metà ottobre in avanti, ma ripeto, nulla di paragonabile al passato. La curva è in discesa, poi si stabilizzerà col tempo".
I test salivari nelle scuole avete iniziato a esaminarli, quali ri spo ste?
"Si tratta di un approccio epidemiologico parziale che riguarda soltanto una piccola parte della platea. Iniziative del genere vanno bene, le classi ‘sentinella’ però non rappresentano un campione necessario per avere delle risposte di grande respiro". L’analisi dei soggetti positivi? "Ancora è in corso, presto avremo dati più completi, ma nulla di trascendentale sotto il profilo dei positivi".
Cosa pensa del medico no vax di Torrette comparso, in anonimato, in una trasmissione tv nazionale?
"Spero che vengano presi dei provvedimenti nei suoi confronti così come per tutti i sanitari di Torrette. Da quanto ho visto lui dice che è una violenza inaudita obbligarlo a vaccinarsi: anche per me è una violenza grave dovermi fermare a ogni semaforo rosso, ma le regole sono queste e vanno rispettate".
Pensa che la terza dose per i sanitari nei centri ospedalieri e non solo sia indispensabile? "Penso di sì e vorrei chiarire un concetto. L’immunizzazione dei sanitari non è prettamente a favore di noi stessi, in fondo le misure di protezione ci sono. Il problema sta fuori, ossia la possibilità che noi stessi sanitari entrando a contatto con soggetti positivi rischiamo di portare il virus in corsia con danni inenarrabili. Noi sanitari ci dobbiamo vaccinare per proteggere chi sta dentro dalle importazioni dall’esterno".
A fine anno la sua unità operativa perderà un pezzo molto importante, con l’uscita della professoressa Patrizia Bagnarelli: quanto peserà?
"Moltissimo, una professionista del genere non si sostituisce facilmente. Sarà un problema, ma in fondo la virologia soffre da tempo di carenze di personale legato a sostituzioni di tecnici di labo ratorio giovani a cui va fatta formazione".