Alessia Morani
Alessia Morani

Pesaro, 4 dicembre 2021 - "Il Ministero della Salute faccia chiarezza, anche con una ispezione, su quanto sta avvenendo nelle Marche dove per non finire in zona gialla la Regione è disposta anche a dichiarare posti di terapia intensiva che non esistono". E’ quanto chiede Alessia Morani, deputata del Pd.

"Ho presentato – aggiunge la parlamentare pesarese – un’interrogazione urgente con richiesta di ispezione al Ministero della Salute - poiché non è più tollerabile che la giunta regionale delle Marche giochi con la salute dei cittadini". Morani mette nel mirino l’assessore Saltamartini: "Pur di rimanere entro il 10% di occupazione di terapie intensive e non finire in zona gialla la Regione Marche è disposta anche a dichiarare posti di terapia intensiva che non esistono. Oggi apprendiamo che come per magia sono stati aggiunti altri 4 posti ai già fantomatici 246 posti letto “attivi” di terapia intensiva comunicati qualche giorno fa dalla regione Marche al Ministero. Questo giochino è incredibilmente pericoloso perché le Marche non hanno 250 posti letto attivi di terapia intensiva!".


E ancora: "Non ci sono tecnologie e personale specializzato dedicato – dice l’esponente Dem – e non ci sono gli ambienti collaudati per ospitarle. Fin dove può spingersi la propaganda? Anche oltre la tutela della salute dei cittadini marchigiani? Nella nostra regione non si fanno tamponi, il livello di tracciamento è ridicolo 6.300 test quando l’Umbria ne fa 12.000 e l’Abruzzo 18.000, la situazione nelle scuole è fuori controllo, i centri vaccinali sono pochi e disorganizzati".

"Rispetto alla settimana scorsa ieri abbiamo registrato il 90% dì contagi in più – conclude Alessia Morano – e la nostra giunta invece di preoccuparsi di mettere in atto una strategia per evitare il dilagare del virus si inventa posti di “carta” di terapia intensiva. Mi auguro che il Ministero della Salute proceda al più presto con l’ispezione che ho richiesto perché questa situazione è inaccettabile e soprattutto è pericolosa per i marchigiani".