Quotidiano Nazionale logo
18 mar 2022

Incidenti sul lavoro nelle Marche, record di infortuni e ispettori dimezzati

Nelle Marche numero dei controllori dimezzato in 10 anni. E dopo il sisma c’è il più grande cantiere d’Europa

paola pagnanelli
Cronaca
featured image
Incidenti sul lavoro nelle Marche: i numeri

Ancona, 18 marzo 2022 - Aumentano le competenze, aumentano i cantieri soprattutto nelle Marche dove – da sei anni – si ripete che c’è "il più grande cantiere d’Europa" legato alla ricostruzione post sisma, aumentano anche gli infortuni. Ma gli ispettori del lavoro sono sempre di meno, praticamente dimezzati negli ultimi anni. Qualcuno scoraggiato sceglie altre strade. "Al di là degli slogan sulla sicurezza, alla fine nessuno ci ha messo un euro e tutto si è tradotto in un gran risparmio" ammette Federico Fiorin, coordinatore regionale della Fp Cgil. Oggi il personale degli Itl, gli ispettorati territoriali del lavoro, è in sciopero per il mancato adeguamento dell’indennità di amministrazione prevista per il personale dei ministeri. Manifestazione a Roma sotto il Ministero del lavoro.

Leggi anche: Emergenza lavoro Emilia Romagna, doppia beffa: record di incidenti e ispettori in fuga

Nelle Marche organico pressoché dimezzato rispetto a dicei anni fa: a Ad Ancona oggi sono in servizio 41 persone, contro le 61 del 2015; a Pesaro ce ne sono 33 ed erano 42, a Macerata 27 contro i 60 del 2015, ad Ascoli sono in 29. Le cifre si riferiscono al personale amministrativo e ispettivo; quest’ultimo è costantemente chiamato a sopperire alle carenze del primo, e gli ispettori tecnici sono al massimo tre per ogni Itl.

Il dato è paradossale se si pensa al boom di cantieri legati al bonus del 110 per cento, e ancora di più al cratere sismico, dove nei piccoli centri, nelle frazioni isolate di montagna, è in corso la ricostruzione. Per i terremotati c’è una burocrazia enorme, che rischia di tradursi in un mare di carta che nessuno legge, su cui nessuno fa verifiche. Da sei anni la Direzione nazionale antimafia per le Marche segnala l’alto rischio di infiltrazioni mafiose legate al "cantiere più grande d’Europa", rischio ormai concretizzato. In cosa si traduce questo allarme? Nel 2020, gli ispettorati del lavoro nelle Marche hanno fatto 820 ispezioni, la maggior parte, 376, nel terziario, e 242 nell’edilizia. Un dato falsato dal lockdown, senza dubbio, ma esiguo. In parallelo, aumentano gli infortuni.

Nel 2021 ne sono stati denunciati 16.306, 592 in più rispetto al 2020 (+3,8 per cento), secondo i dati elaborati da Ires Cgil. Nella regione si registra una crescita superiore a quello nazionale. La situazione peggiore è Fermo, dove gli infortuni sono aumentati del 10,6 per cento; seguono Ascoli, con il 9,2 per cento, Ancona (+4,3 per cento) e Macerata (+2,5). A Pesaro Urbino, invece, diminuiscono lievemente (-0,7). Gli infortuni mortali sono per fortuna scesi del 30 per cento rispetto al 2020, passando da 46 a 32, ma nel 2011 furono 29. "C’è uno scollamento tra le esigenze della società di rafforzamento della sicurezza e le scelte fatte dallo Stato – conclude Giorgio Paterna, della Fp Cgil",

 

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?