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27 ott 2022
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Giovani e lavoro, arriva Guido la piattaforma digitale per trovare impiego

Attiva dal 28 ottobre, l'obiettivo è facilitare l'incrocio tra domanda e offerta

27 ott 2022
(DIRE) Firenze, 25 nov. - L'export dei distretti tradizionali toscani continua a galoppare. Nel secondo trimestre le vendite all'estero crescono del 20,1%, rafforzando ulteriormente il trend positivo dei primi tre mesi dell'anno (+16%). Le esportazioni si attestano a 10,2 miliardi alla fine di giugno e con una espansione del 18% su base semestrale consentono alla Toscana di agguantare il primato su scala nazionale. Nella fotografia scattata dal monitor distretti di Intesa Sanpaolo risulta ancora una volta decisivo il contributo del sistema moda, specie di pelletteria e calzature fiorentine (+55,4% nel primo semestre), abbigliamento di Empoli (+73,5%), calzature di Lamporecchio (+36%) segmenti favoriti dallo stato di grazia del settore del lusso sui mercati esteri.    A beneficiarne sono anche i tre settori produttivi di Arezzo: oro (+11,4%), pelletteria e calzature  (+7%), tessile e abbigliamento (+4,8%). Stagnante, invece, il tessile pratese (-0,6%), ancor piu' negativo e' l'andamento di concia e calzature di Santa Croce e delle calzature di Lucca (-16,4%). A Lucca soffre anche l'export del cartario sia nella componente della produzione (-12,3%) che dei macchinari (-11,6%). Fra le altre specializzazioni brillano la nautica di Viareggio (+5%) e il marmo di Carrara (+1,8%). Anche la filiera agroalimentare vede un'espansione del commercio estero (+0,6%) trainata dai vini fiorentini e senesi e dal florovivaismo di Pistoia, mentre l'olio toscano frena del 6,7%. L'ambito dell'alta tecnologia aumenta dell'1,1% con l'ottima performance da registrare del biomedicale di Firenze (+12,9%). Segnali negativi, invece, arrivano dal distretto dei camper della Val d'Elsa (-15%), del mobile imbottito di Quarrata (-9,6%) e della ceramica di Sesto Fiorentino (-4,2%). Il principale sbocco dello sviluppo delle eccellenze toscane e' euroamericano: la Svizzera va oltre il raddoppio (+120,4%), seguono Francia (+8,8%) e Usa (+7,5%).    Nel quadro di sintesi emergono dunque dati positivi, ma che nel secondo semestre rischiano di risentire delle attuali incertezze internazionali: tensioni commerciali fra America e Cina, instabilita' in Medio Oriente, Brexit e disordini a Hong Kong, viene spiegato da Intesa. La banca da parte sua nei primi 6 mesi del 2019 ha erogato oltre 1,2 miliardi di credito alle imprese in Toscana per sostenere progetti e investimenti.     "Conta moltissimo- sottolinea il dg di Intesa Toscana e Umbria Luca Severini- la capacita' di saper cogliere i segnali e le opportunita' offerte dal contesto e il nostro gruppo offre servizi e strutture di consulenza che possono accompagnare l'impresa nelle scelte piu' delicate e strategiche. La conferma del primato della Toscana per variazione del valore delle esportazioni sottolinea la qualita' delle produzioni distrettuali della nostra regione, leader di mercato nonostante l'elevata volatilita' del contesto economico internazionale".   (Cap/ Dire) 17:00 25-11-1
Lavoro
(DIRE) Firenze, 25 nov. - L'export dei distretti tradizionali toscani continua a galoppare. Nel secondo trimestre le vendite all'estero crescono del 20,1%, rafforzando ulteriormente il trend positivo dei primi tre mesi dell'anno (+16%). Le esportazioni si attestano a 10,2 miliardi alla fine di giugno e con una espansione del 18% su base semestrale consentono alla Toscana di agguantare il primato su scala nazionale. Nella fotografia scattata dal monitor distretti di Intesa Sanpaolo risulta ancora una volta decisivo il contributo del sistema moda, specie di pelletteria e calzature fiorentine (+55,4% nel primo semestre), abbigliamento di Empoli (+73,5%), calzature di Lamporecchio (+36%) segmenti favoriti dallo stato di grazia del settore del lusso sui mercati esteri.    A beneficiarne sono anche i tre settori produttivi di Arezzo: oro (+11,4%), pelletteria e calzature  (+7%), tessile e abbigliamento (+4,8%). Stagnante, invece, il tessile pratese (-0,6%), ancor piu' negativo e' l'andamento di concia e calzature di Santa Croce e delle calzature di Lucca (-16,4%). A Lucca soffre anche l'export del cartario sia nella componente della produzione (-12,3%) che dei macchinari (-11,6%). Fra le altre specializzazioni brillano la nautica di Viareggio (+5%) e il marmo di Carrara (+1,8%). Anche la filiera agroalimentare vede un'espansione del commercio estero (+0,6%) trainata dai vini fiorentini e senesi e dal florovivaismo di Pistoia, mentre l'olio toscano frena del 6,7%. L'ambito dell'alta tecnologia aumenta dell'1,1% con l'ottima performance da registrare del biomedicale di Firenze (+12,9%). Segnali negativi, invece, arrivano dal distretto dei camper della Val d'Elsa (-15%), del mobile imbottito di Quarrata (-9,6%) e della ceramica di Sesto Fiorentino (-4,2%). Il principale sbocco dello sviluppo delle eccellenze toscane e' euroamericano: la Svizzera va oltre il raddoppio (+120,4%), seguono Francia (+8,8%) e Usa (+7,5%).    Nel quadro di sintesi emergono dunque dati positivi, ma che nel secondo semestre rischiano di risentire delle attuali incertezze internazionali: tensioni commerciali fra America e Cina, instabilita' in Medio Oriente, Brexit e disordini a Hong Kong, viene spiegato da Intesa. La banca da parte sua nei primi 6 mesi del 2019 ha erogato oltre 1,2 miliardi di credito alle imprese in Toscana per sostenere progetti e investimenti.     "Conta moltissimo- sottolinea il dg di Intesa Toscana e Umbria Luca Severini- la capacita' di saper cogliere i segnali e le opportunita' offerte dal contesto e il nostro gruppo offre servizi e strutture di consulenza che possono accompagnare l'impresa nelle scelte piu' delicate e strategiche. La conferma del primato della Toscana per variazione del valore delle esportazioni sottolinea la qualita' delle produzioni distrettuali della nostra regione, leader di mercato nonostante l'elevata volatilita' del contesto economico internazionale".   (Cap/ Dire) 17:00 25-11-1
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