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22 gen 2022

Monoclonali, Marche ai primi posti in Italia: "226 somministrazioni in una settimana"

Saltamartini: "Va forte la terapia con gli anticorpi destinata ai soggetti fragili". Ottantuno pazienti curati con la pillola anti-Covid. "Prescritta da Usca e medici di base nei primi giorni". "E da febbraio il vaccino Novavax"

franco veroli
Cronaca
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L'assessore regionale Saltamartini: "Marche ai primi posti per l'uso di monoclonali"

Ancona, 22 gennaio 2022 - La lotta contro il Covid-19 passa sempre più anche attraverso delle terapie specifiche, come quella a base di anticorpi monoclonali, o quelle con il Remdesivir precoce e il Molnupiravir, tutte da attivare nella fase di insorgenza della malattia. E intanto a febbraio è previsto l’arrivo del nuovo vaccino Novavax (basato su proteine ricombinanti) per le prime dosi e per chi ha avuto dubbi sui vaccini vettoriali e a base Rna. Lo annuncia l’assessore regionale alla sanità, Filippo Saltamartini, evidenziando gli ottimi risultati già conseguiti.

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"Nella settimana tra il 12 e il 18 gennaio – dice Saltamartini –, sono state ben 226 le somministrazioni di anticorpi monoclonali nelle Marche, sessanta in più della settimana precedente. Dopo la Valle D’Aosta, siamo la regione con il maggiore numero di prescrizioni. Gli anticorpi monoclonali hanno da tempo dimostrato la loro efficacia, e sono il contributo più valido per curare il Covid-19 a livello ambulatoriale, specie nei soggetti fragili".

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La prossima settimana si stimano altre 229 prescrizioni, in un range compreso tra le 158 e le 333, secondo l’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco). Nello stesso tempo, però, aumenta anche l’utilizzo del Remdesivir precoce in somministrazione ambulatoriale, mentre cala la somministrazione di questo farmaco in regime ospedaliero.

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Sempre nella settimana compresa tra il 12 e il 18 gennaio, sono stati 81 i pazienti che hanno ricevuto il Molnupiravir, la pillola anti-Covid, molti di più dei 29 registrati nella settimana precedente. "Il Molnupiravir – spiega ancora l’assessore Saltamartini – è arrivato nelle Marche il 4 gennaio e il suo utilizzo si sta progressivamente diffondendo. È prescritto prevalentemente dalle squadre Usca e dai medici di base entro cinque giorni dalla comparsa dei sintomi".

Proprio grazie all’introduzione di queste terapie, l’ospedale Marche Nord di Pesaro ha ideato un nuovo modello organizzativo per evitare l’ospedalizzazione di coloro che sono a rischio di malattia grave: un ambulatorio Covid nel quale i pazienti sintomatici non gravi, ma con dei fattori di rischio importanti, dopo l’accesso in pronto soccorso sono indirizzati per la valutazione clinica. Il percorso può concludersi con tutte le indicazioni necessarie per il corretto trattamento a domicilio (nel caso del Molnupiravir), con l’erogazione di anticorpi monoclonali oppure di terapia infusionale con Remdesivir a ciclo breve in regime ambulatoriale.

L’arrivo del vaccino Novavax, inoltre, è una novità importante, poiché date le sue caratteristiche (è basato su proteine ricombinanti), potrebbe essere accettato almeno da una parte degli attuali non vaccinati, quelli che rifiutano in tutti i modi gli altri tipi di vaccino per il Covid-19. E questo potrebbe fare ulteriormente aumentare la parte di popolazione "coperta", con delle conseguenze positive sull’andamento della pandemia.
 

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