Lucia Di Furia si è dimessa da dirigente del servizio salute della Regione
Lucia Di Furia si è dimessa da dirigente del servizio salute della Regione

Ancona, 31 agosto 2021 - Da mesi, ormai, si andava avanti tra veleni, avvertimenti, accuse dirette e indirette. Ma ieri il mondo della sanità marchigiana è passato dalle parole ai fatti: a rompere gli indugi è stata Lucia Di Furia, la dirigente del servizio salute della Regione e direttrice ad interim dell’Ars, l’agenzia regionale sanitaria. In mattinata, la Di Furia ha protocollato le dimissioni da entrambi gli incarichi: tecnicamente, da oggi dovrebbe tornare al suo incarico originario di dipendente dell’Area Vasta 1 (Fano-Pesaro-Urbino), ma praticamente andrà in ferie e poi è molto probabile la sua uscita definitiva dalla sanità regionale.

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"Confermo le mie dimissioni da entrambi i ruoli – spiega la diretta interessata –. Sulle motivazioni preferisco glissare e non entrare nel merito. Ora? Ho oltre novanta giorni di ferie arretrate da smaltire, quindi adesso andrò in ferie, ma sono dipendente dell’Asur e quando sarà il momento, rientrerò in azienda". La data scelta per uscire di scena non è casuale: oggi, infatti, scadono i termini per presentare le candidature alla direzione dell’Ars (agenzia regionale sanitaria), da domani entreranno nel vivo le procedure per arrivare alla nomina. Il destino della Di Furia era segnato anche sull’altro fronte dei suoi incarichi, quello da dirigente: la riorganizzazione della macchina amministrativa regionale non avrebbe portato alla sua conferma al vertice del servizio salute della Regione. D’altronde, la guerra di posizione con l’assessore alla sanità, Filippo Saltamartini, aveva superato ogni livello di guardia.

Raccontano in Regione che le ultime due settimane siano state particolarmente dure, in concomitanza con il diffondersi strisciante dell’ipotesi che il posto in giunta di Saltamartini fosse in bilico. Voci che proprio ieri l’assessore ha smentito nell’intervista al Carlino, con parole che confermavano ulteriormente l’aria che tirava in Regione. "Una mia sostituzione equivarrebbe a una ammissione di fallimento dell’intera giunta, che è retta da cinque partiti – ha detto Saltamartini –. Forse qualche dirigente sente troppo il fiato sul collo, e mette in giro certe voci". Ecco, il riferimento dell’assessore era alla Di Furia.

Difficile dire se l’intervista sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma di certo il vaso era colmo da un po’. Le dimissioni, nonostante il clima degli ultimi mesi, hanno colto di sorpresa la giunta. "Peraltro – fa notare, infatti, un esponente della maggioranza – tutto accade in un momento molto delicato, ma evidentemente voleva lasciare il segno".

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