Ancona, 7 giugno 2021- Filippo Saltamartini risponde al telefono anche di domenica: "Pronto, si prego, ci sono"

Assessore, le vaccinazioni?
"Siamo tra i primi in Italia per la percentuale di somministrazione. Viaggiamo intorno al 90 per cento tra dosi ricevute e quelle somministrate e so per certo che l’Emilia Romagna è dietro di noi".


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L’assessore Filippo Saltamartini

Ma intanto dal 7 giugno (oggi ndr) la Romagna vaccinerà il personale del turismo come chiesto dagli albergatori. Le Marche no.
"No? Chi l’ha detto? Se fosse per me sarebbero già vaccinati, il problema è che gli albergatori, gli industriali, gli artigiani, si sono tirati indietro dalla campagna vaccinale. Eccetto alcune grandi aziende di cui non faccio il nome (Biesse in primis ndr), le altre hanno detto che i propri dipendenti si vaccineranno seguendo la normale turnazione pubblica. Ho inviato qualche giorno fa a tutte le associazioni una lettera per sollecitarle a dare una risposta sul numero di dipendenti che vorrebbero vaccinare, dove e con quali mezzi. Non ho ricevuto risposte".

Ma avete già i vaccini pronti per il personale del turismo?
"Sicuro: abbiamo 20mila vaccini Pfizer. Se domani mattina il sindaco di Gabicce o di qualunque altro Comune mi chiedesse i vaccini per una particolare categoria professionale che riteniamo prioritaria come quella del turismo, io invierei immediatamente il carico con le siringhe".

Ma a fare la puntura chi ci deve pensare?
"Le categorie professionali, non noi. Se vogliono vaccinarsi devono provvedere ad allestire una struttura con un medico che si assume la responsabilità dello screening e infermieri professionali che provvedono alla vaccinazione. Le spese sono a carico delle ditte".

E’ per questo che si sono tirati indietro?
"E’ probabile, ma non lo so. Non mi sorprenderei che qualche medico possa prendere anche 50 euro a persona da vaccinare e questo può aver raffreddato gli entusiasmi delle ditte. Oppure c’è una seconda ipotesi: gli industriali hanno visto l’efficienza della struttura sanitaria e si sono resi conto di non poter fare meglio".

A proposito di efficienza, lasciando il covid da parte, i cittadini continuano a vedersi rimandare visite, controlli, esami radiologici a favore delle visite ed esami immediati ma a pagamento. E’ ancora sanità pubblica o solo privata? Sta facendo qualcosa per cambiare le cose?
"Ho chiesto una relazione su quello che sta accadendo, a cominciare dai casi apparsi suoi giornali con le proteste delle persone. Mi dicono che se l’impegnativa non ha il carattere di urgenza, slitta in avanti. Ma attendo chiarimenti".

E quei migliaia di marchigiani che vanno a curarsi in ospedali pubblici di altre regioni, si è chiesto perché avviene?
"Ho visto le spese: 35 milioni di euro l’anno per interventi di carrattere oncologico e ben 40 milioni per la traumatologia minore, tipo la frattura di un polso o cose del genere".

E’ normale, secondo lei?
"Non credo proprio, sono costi enormi. Gli ospedali marchigiani sono all’altezza di garantire questi interventi. Dobbiamo capire che cosa succede".

Quando lo saprà?
"Spero presto"