Ancona, 22 luglio 2021 - La variante Delta è il ceppo prevalente nelle Marche e, da quanto riferiscono fonti dell'Osservatorio epidemiologico regionale, è riscontrata nel 90% dei nuovi casi individuati. Se l'incidenza incrementa del 30% a settimana, con i parametri attuali le Marche rischierebbero di entrare in zona gialla nella seconda settimana di agosto. Il tasso d'incidenza cumulativo su 100 mila abitanti aggiornato a oggi è di 27: domenica scorsa era di 19,60.

AGGIORNAMENTO: Emilia Romagna, Marche e Veneto restano in zona bianca  

Zona bianca Marche: la regione rischia la zona gialla

Zona gialla: parametri colori regioni 

Si andrà in zona gialla con un'occupazione delle terapie intensive superiore al 5% dei posti letto a disposizione e con quella dei reparti ordinari superiore al 10%. Questo è quanto hanno proposto i tecnici. Con il virus che rialza la testa, confermato dai dati della domenica che indicano un tasso di positività salito al 2,3% e un aumento dei ricoveri, il governo e le regioni devono trovare la quadra per la revisione dei parametri del monitoraggio con il quale vengono attribuiti i colori alle regioni. Non c'è neanche l'accordo sui criteri per l'utilizzo del green pass e il nodo è sempre lo stesso: l'uso del certificato per entrare nei ristoranti al chiuso. L'incontro Stato-Regioni che si è tenuto ieri ha portato a una situazione di stallo. Il confronto sul nuovo decreto Covid è ancora aperto anche all'interno del governo ma una decisione dovrebbe arrivare nel prossimo Consiglio dei ministri, una riunione prevista oggi.

Le Regioni chiedono che i parametri per decretare il passaggio dalla zona bianca a gialla, con tutte le limitazioni del caso, prevedano il 30% dei posti letto occupati negli ospedali e il 20% nelle terapie intensive. Ma soprattutto chiedono che in zona bianca il green pass si applichi solo ai grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi. In sintesi, ricorrere al certificato verde per permettere la ripresa di attività fino ad oggi non consentite. Inoltre, chiedono al governo di superare il parametro dell'incidenza - con 50 casi ogni 100mila abitanti oggi si va in zona gialla, una situazione che potrebbe portare Sicilia e Sardegna già da lunedì in quella fascia - e di considerare solo le terapie intensive e i ricoveri nei reparti ordinari come unici elementi per definire i colori. L'ipotesi, sulla quale si sta comunque ancora discutendo e su cui il governo sta mediando, è una soglia del 10% per le rianimazioni e del 15% per i reparti ordinari.

Fondazione Gimbe: troppo peso ai ricoveri, rischio non calcolato 

"Affidare un peso eccessivo agli indicatori ospedalieri per 'colorare' le Regioni concretizza un rischio non calcolato". Mentre "il Green pass può giocare un ruolo cruciale" ma nell'immediato il suo utilizzo impone il "superamento di alcuni ostacoli" e comunque sarebbe difficile applicarlo per ristoranti e bar. Questa la posizione della Fondazione Gimbe su due nodi caldi all'ordine del giorno del dibattito politico e del confronto tra Governo e Regioni.

Per quanto riguarda l'attesa modifica dei parametri per la colorazione delle regioni che dovrebbe dare più peso alle ospedalizzazioni e meno ai contagi, spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, è collegata a tre problemi: "innanzitutto fa perdere di vista il monitoraggio della circolazione del virus, la cui diffusione ha comunque un impatto ospedaliero proporzionale". Inoltre "è un indicatore meno tempestivo in quanto la curva delle ospedalizzazioni segue con ritardo quella dei nuovi casi". Questo fa sì che "l'introduzione di eventuali provvedimenti restrittivi sarebbe tardiva e produrrebbe un miglioramento solo dopo settimane".

Pertanto, "se Governo e Regioni intendono abbandonare il parametro dei contagi servirebbe prevedere soglie molto basse per gli indicatori ospedalieri per rimanere in zona bianca". Quanto al Green Pass per la Fondazione Gimbe è "uno strumento efficace nel limitare la circolazione del virus e permette il rilancio in sicurezza di alcuni settori, prevenendo il rischio di un ritorno a restrizioni". Nel breve termine l'utilizzo si "scontra però con alcuni ostacoli che devono essere rimossi", come l'attuale indisponibilità di vaccini che discrimina chi è in attesa della vaccinazione, la mancata gratuità dei tamponi in diverse Regioni; la necessità di risorse per verificare le certificazioni nei luoghi dove sono richieste. Inoltre, se "può avere un'applicazione immediata per i grandi eventi e mezzi di trasporto a lunga percorrenza", a breve termine «è più complesso" invece il suo utilizzo per ristoranti bar, supermercati e farmacie.

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 14-20 luglio 2021, rispetto alla precedente, un incremento del 115,7% di nuovi casi (19.390 vs 8.989), mentre si confermano ancora in calo i decessi (76 vs 104). dopo oltre tre mesi di decremento, si registra invece un'inversione di tendenza dei casi attualmente positivi (49.310 vs 40.649), delle persone in isolamento domiciliare (47.951 vs 39.364), dei ricoveri con sintomi (1.194 vs 1.128) e delle terapie intensive (165 vs 157).