Trenta contagi sui 301 registrati ieri, riguardavano bambini dai 6 ai 10 anni
Trenta contagi sui 301 registrati ieri, riguardavano bambini dai 6 ai 10 anni

Pesaro, 11 novembre 2021 - Calcolando il sistematico aumento dei contagi e l’inevitabile impatto sui ricoveri, la zona gialla, nelle Marche, potrebbe arrivare già i primi di dicembre. Sono questi calcoli di probabilità che si stanno facendo in queste ore in Regione, dove malgrado si rassicuri sul fatto che il parametro dei ricoveri in area medica sia ancora ben al di sotto della soglia critica (siamo al 7% invece del 15%), il clima è tutt’altro che sereno, dal momento che l’altro parametro, sull’incidenza, è stato già superato da tempo.

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Terapie intensive

Mentre il terzo dato, quello sulle occupazioni in Terapia intensiva, che era all’11% (oltre la soglia limite del 10) è stato riportato al 9,4 grazie all’attivazione di altri 24 posti che portano il totale a 238, con altri 36 attivabili. C’è però un’altra variabile che potrebbe salvarci in corner: la diffusione delle terze dosi, che qualora prendessero davvero piede, potrebbero frenare il dato sulle ospedalizzazioni, che già ora sta tutto sommato tenendo, grazie ai vaccini. Il problema è che al momento la risposta nelle Marche, in merito alla dose booster, è pittosto tiepida.

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Terza dose vaccino covid

Ad oggi sono infatti circa 215mila i soggetti che hanno completato la vaccinazione da almeno sei mesi. Tra questi, coloro che rientrano nelle categorie eleggibili e definite dal commissario Figliuolo, sono 145mila anziani (da 60 anni in su) e circa 45mila sanitari. Una platea di 190mila soggetti tra i quali coloro che al momento hanno acconsentito alla somministrazione della terza dose sono appena 53.495, ovvero il 28%. Nemmeno uno su tre. Troppo pochi, per contenere l’onda d’urto della pandemia, che ieri ha toccato il nuovo picco: 301 casi, di cui 99 a Pesaro, 81 ad Ancona, 43 a Macerata, 35 a Fermo, 34 ad Ascoli e 9 fuori regione.

Contagi tra i bambini

All’interno di questi 301 casi, ben 30 riguardano la fascia pediatrica, dai 6 ai 10 anni, dunque non vaccinata; 131 casi sono stati registrati nella fascia d’età 25-59, che è quella con la copertura inferiore; e 84 casi tra gli over 70, tra i quali l’85% è sì vaccinato, ma essendo stati i primi a sottoporsi alla campagna vaccinale, cominciano a mostrare qualche defaillance nella risposta immunitaria. In linea di massima, quindi, l’incidenza è più alta nei soggetti non vaccinati e negli anziani vaccinati da più tempo. Anziani che, durante la primavera e l’estate, non comparivano più nei report epidemiologici ed ora invece si rivedono.

L'incidenza

Ma i dati ci dicono un’altra cosa. Con un’incidenza così alta (siamo all’83,40 di tasso cumulativo su 100mila abitanti, raddoppiato in una settimana) è vero che le ospedalizzazioni aumentano, ma in maniera più calmierata. Ci sono 93 pazienti nei reparti Covid degli ospedali regionali (+1), ma risultano in calo i degenti in terapia intensiva (22; -1) e in semintensiva (25; -2), mentre aumentano i pazienti nei reparti non intensivi (46; +4). Al momento si riscontra che un contagiato ogni 6 finisce in un reparto non intensivo. E’ come dire che ogni settimana vengono occupati 10 posti letto in più in area medica (erano 61 il 3 novembre; 71 ieri).

Zona gialla nelle Marche

Da questo si capisce come si arrivi alla data dei primi di dicembre – al netto delle dimissioni e delle naturali oscillazioni – per ragionare di un’eventuale nuova stagione di limitazioni e chiusure. Si tratta di calcoli di probabilità sui quali può interferire solo una variabile: quella delle terze dosi. Più se ne fanno, è il principio, meno si intaseranno gli ospedali. L’altra grande incognita, a cui solo il tempo saprà dare una risposta, è: quanto riuscirà la vaccinazione, anche senza terza dose, a proteggerci non da un contagio, ma da un aggravamento tale da richiedere un ricovero?

Al momento i numeri ci dicono che le ospedalizzazioni restano tutto sommato basse, grazie ai vaccini e considerando l’incidenza. E la maggior parte dei ricoverati non ha fatto il vaccino: si tratta del 60% circa dei degenti in area medica e del 79% dei pazienti in terapia intensiva.