Bologna, 21 novembre 2019 - Nuova perturbazione di origine atlantica sul Paese ha fatto scattare l'allerta arancione della Protezione Civile su Veneto ed Emilia Romagna per la giornata di domani, venerdì 22 novembre. Previste pecipitazioni accompagnate da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. L'allerta arancione per criticità idraulica riguarda in particolar modo la pianura emiliana orientale e la costa ferrarese e gialla per rischio frane. Massima attenzione per il lento deflusso sui tratti arginati terminali di Secchia, Panaro e Reno.

Vigili del fuoco e volontari al lavoro

L'allarme della Protezione civile arriva proprio mentre 168 volontari sono ancora al lavoro tra Modena, Bologna e Ferrara dopo l’ondata di maltempo che si è abbattuta nei giorni scorsi nella nostra regione. Gli uomini sono impegnati nello svuotamento di cantine, pulizia delle strade, monitoraggio dei fiumi, in particolare Reno e Idice.

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A Budrio (Bologna), dove si è registrata la situazione più critica con la falla sull’argine dell’Idice chiusa al tempo record di due giorni, restano 20 persone, sulle 300, che non possono rientrare per motivi di sicurezza nelle loro case. Intanto proseguono e si accelerano i lavori nel cantiere per ripristinare l’argine. Ha riaperto alle 18 di oggi pomeriggio la SP 6 Zenzalino chiusa da domenica 17 novembre a causa dello straripamento del Torrente Idice in località La Motta. Gli operatori del soccorso acquatico e i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno assistito la popolazione per il recupero di beni rimasti in casa. Sempre nelle stesse zone, operando in via Viazza con il Bruco e in Rondanina a Budrio nel Bolognese con mezzi nautici essendo ancora allagata. Situazione in via di miglioramento.

Le previsioni meteo 

 

I servizi veterinari

Al lavoro anche i veterinari dell'Azienda Usl di Bologna dalla prima segnalazione, ricevuta nel pomeriggio di domenica 17 novembre da parte dei titolari di un maneggio colpito dall’esondazione dell’Idice. I servizi veterinari partecipano, infatti, al team multi professionale del Centro operativo comunale (Coc) per l’emergenza, che si riunisce due volte al giorno, con funzioni di coordinamento in accordo con la Protezione Civile, come definito dall’accordo della Regione Emilia-Romagna siglato il mese scorso per la tutela degli animali in caso di calamità naturali.

Conclusa la fase di evacuazione delle persone a rischio, si sta procedendo ora con gli interventi di recupero di animali difficoltà, in stretto coordinamento con vigili del fuoco, Protezione civile e Associazioni. In particolare, lunedì 18 sono stati recuperati 12 cavalli, ricollocati in 3 aziende del territorio, e nei giorni successivi 6 tra cani e gatti, riconsegnati ai rispettivi proprietari. Tre le aziende di allevamento colpite dal maltempo con perdite di capi, per un totale di 88 tra ovini e caprini, 50 avicoli, 4 bovini (ai quali si aggiungono 3 dispersi) e 2 pony.

Soltanto ieri, mercoledì 20, è stato possibile raggiungere l’allevamento maggiormente colpito dall’esondazione, valutando così lo stato di salute e benessere degli animali sopravvissuti, e verificando gli animali deceduti. Complessivamente sono risultati in discrete condizioni 28 tra ovini e caprini, 27 bovini, 22 suini, 50 avicoli e 3 asini. Per tutti è stata assicurata la quantità sufficiente di mangime e quindi non sono stati spostati. Per quanto riguarda gli allevamenti familiari, l’esondazione ha provocato la morte di 54 tra galline e polli, e di 6 conigli. 40 gli avicoli sopravvissuti.

La tempestività degli interventi è stata possibile anche grazie alla mappatura degli allevamenti, utilizzata solitamente per la gestione delle epidemie di malattie infettive, che ha consentito di identificare rapidamente le strutture a rischio e di quantificare il numero di animali coinvolti nel raggio di 1 km dall’argine dei fiumi critici. A partire da oggi, con la riapertura della viabilità dell’area interessata dalla esondazione, i servizi veterinari dell’Azienda Usl di Bologna sono impegnati nel coordinamento e nella certificazione sanitaria delle operazioni di smaltimento delle carcasse, per evitare inconvenienti igienico-sanitari. Le operazioni, svolte da ditte specializzate e a carico della Regione Emilia-Romagna, si concluderanno entro domani, 22 novembre.

Stato di emergenza

In tutto il territorio regionale sono in corso sopralluoghi tecnici per verificare le conseguenze delle piene dei giorni scorsi, con schede di rilevazione dei danni che serviranno per la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza già annunciata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini. In serata il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga di 12 mesi dello stato di emergenza anche in Emilia Romagna colpita dagli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati a partire dal 2 ottobre 2018.

Restano condizioni di locale criticità moderata sugli argini di Secchia e Panaro per il lento deflusso delle acque, causato dalla contemporanea piena del fiume Po e nella pianura modenese, bolognese e ferrarese (zona D) per il lento deflusso della piena del fiume Reno a valle di Opera Reno, e per l’impossibilità di scarico delle acque del Cavo Napoleonico nel fiume Po. Una nuova onda di piena del Po dovrebbe verificarsi nella giornata di sabato, a causa delle piogge previste fra Piemonte e Liguria.

In previsione dell’emanazione dei bandi per il riconoscimento dei contributi ai soggetti danneggiati, privati o imprese, la Protezione civile dell’Emilia-Romagna raccomanda, nel caso di lavori di ripristino, di conservare la documentazione delle spese sostenute (fatture e/o scontrini fiscali parlanti).