Modena, 27 aprile 2018 - Sono sette i componenti della commissione tecnica che dovrà valutare le proposte presentate al Comune di Modena nell’indagine conoscitiva promossa per verificare l’esistenza, la solidità e la sostenibilità di progetti calcistici capaci di cogliere già dalla prossima stagione, ma per almeno un triennio, l’eredità sportiva del Modena Fc e accertare la possibilità di un utilizzo continuativo dello stadio comunale Alberto Braglia ed eventualmente delle strutture annesse.

Come era previsto dal bando, il Comune si avvarrà prevalentemente di tecnici ed esperti esterni all’amministrazione. Solo una componente, infatti, è dirigente comunale (Giulia Severi, dirigente del settore Sport, Cultura e Politiche giovanili) e a lei è affidata anche la presidenza dell’organismo che si riunirà per la prima seduta la prossima settimana.

Gli altri sei componenti, che dovranno contribuire a valutare sostenibilità e adeguatezza dei progetti presentati, ognuno in base alle proprie competenze, sono: i commercialisti Enrico Gualandri e Massimo Bettalico, il presidente della Fgci provinciale Vincenzo Credi, il presidente del Coni Point provinciale Andrea Dondi, il delegato allo Sport di Unimore Massimo Milani e l’ex calciatore canarino Mauro Rabitti.

Il ruolo di segretaria della commissione è stato affidato a Paola Francia, dirigente del servizio Sport e Politiche giovanili.

L’esito del lavoro della commissione servirà all’Amministrazione comunale per formulare la valutazione che sarà proposta alla Figc e alla Lega nazionale dilettanti ai fini dell’ammissione al prossimo campionato in rappresentanza della città di Modena. La selezione, comunque, non sostituisce la procedura di ammissione prevista dai regolamenti federali.

Il lavoro della commissione si concentrerà in particolare sulle proposte relative ai cinque ambiti individuati dal bando: il Piano delle attività sportive e della promozione territoriale (dalla prima squadra al settore giovanile, dal coinvolgimento della tifoseria ai progetti di rilevanza sociale), il business plan triennale (con anche l’eventuale previsione di reimpiego del personale della società Modena Football Club srl in fallimento), la richiesta di utilizzo dello stadio Braglia ed eventualmente delle strutture annesse, le dichiarazioni amministrative relative alla società e ai soggetti indicati come attuali e futuro soci (compreso l’impegno a costituire una garanzia fidejussoria di 50mila euro relativa all’utilizzo del Braglia), la solvibilità economica dei soggetti indicati come attuali o futuri soci, con referenze bancarie e bilanci.

All’indagine conoscitiva si è arrivati in seguito alle vicende della società calcistica, radiata dalla Figc dai campionati professionistici il 6 novembre 2017 e dichiarata fallita poche settimane dopo (il 28 novembre) dal Tribunale di Modena, con lo stadio Braglia che nel frattempo era tornato nella piena disponibilità del Comune dopo la revoca della concessione a causa delle numerose mancanze rilevate nella gestione e nella manutenzione dell’impianto sportivo, oltre che per le inadempienze finanziarie della società guidata da Antonio Caliendo. La scelta del Comune era stata sostenuta all’unanimità dal Consiglio comunale.