Modena, 18 maggio 2018 - Lunedì 6 novembre 2017 la radiazione. Martedì 28 novembre 2017 il fallimento. Venerdì 18 maggio 2018 la rinascita. Sei mesi dopo la sua scomparsa dal calcio giocato, la storia del Modena vivrà in serata una tappa storica con l’annuncio, da parte del sindaco, del gruppo a cui sarà assegnato il compito di riavviare la macchina gialloblù.

AGGIORNAMENTO / Ecco la cordata scelta

Un momento successivo, anche più solenne di quello odierno, sarà a luglio quando, salvo sorprese, la Federazione ufficializzerà il ritorno del Modena, questa volta in serie D. Il bando indetto dal Comune, seppur con alcune imperfezioni, ha avuto il merito di creare una grandissima attesa, che ha ribadito il grande interesse del territorio nei confronti del ‘fantasma’ gialloblù, ma anche un alto livello di competitivà tra le cordate in lizza che stimolerà discussioni e, forse, anche polemiche.

Ma chi vincerà? Dicono che il sindaco una decisione l’ha già presa da tempo. Vedremo. Queste le nostre impressioni sui tre gruppi in gara, che presentiamo in rigoroso ordine di apparizione, tutti animati dal forte desiderio di investire nel prossimo triennio.

U.S. MODENA. E’ il nome scelto da Samorì e Gibellini e dagli altri otto soci. Sono stati i primi a candidarsi e ad illustrare in modo trasparente i loro programmi, mostrando grande determinazione, senza rinunciare a polemizzare con l’amministrazione comunale.A volte sono sembrati quasi rassegnati alla sconfitta e sono andati anche fuori tema come con la richieste al sindaco di chiedere la restituzione ad Amadei dei 3 milioni del mutuo. Ma nel complesso hanno dimostrato la ferma volontà di fare qualcosa di importante per la rinascita del calcio geminiano. Chiarita solo a voce la suddivisione delle quote, con un 20% a testa per Samorì, Gibellini e l’imprenditore Rossetti, mentre l’altro 40% è suddiviso tra gli altri sette soci non tutti modenesi.

PRO MODENA. E’ il gruppo favorito perchè, rispetto agli altri, è stato il Comune stesso a voler coinvolgere sia Amadei (a dicembre l’assessore Guerzoni lo incontrò a Lentigione) che Sghedoni. Parliamo di imprenditori seri, al vertice di due grandi aziende come Immergas e Kerakoll, appassionati, con un solo ma importante limite: un 18,75% a testa, lo stesso di Salerno. E poi c’è quel 45% non assegnato, intestato a Doriano Tosi, che avrà lasciato qualche perplessità alla commissione. Hanno parlato poco, non era obbligatorio fare campagna elettorale, ma forse qualche indicazioni in più i tifosi l’avrebbero gradita.

image

MODENA CALCIO SSD. Sono stati gli ultimi ad iscriversi al bando. Rispetto agli altri gruppi, qui c’è uno solo che comanda: si tratta del bresciano Roberto Marai, re delle sale giochi, imprenditore poliedrico, economicamente forte e desideroso di entrare nel calcio dopo il tentativo fallito un anno fa di prendere il Mantova. Guida la cordata Luca Toni, un nome importante, la migliore espressione del calcio modenese di tutti i tempi. Un aspetto non trascurabile vista anche l’esigenza di ridare al Modena un'immagine deteriorata da anni di cattiva gestione. Marai ha l’86% della società, è disposto a cedere il 35% ad altri, ma vuole la maggioranza. Toni e l’avvocato modenese Beraldi hanno una piccola quota del 2%, mentre il 10% è di Alessandro Piccolo, imprenditore edile che opera sul nostro territorio.