Romano Sghedoni
Romano Sghedoni

Modena, 9 gennaio 2019 - Le sue considerazioni sul Modena di oggi, sono tutte condivisibili perchè sono le stesse della gente, preoccupata per questa involuzione di una squadra che in due mesi ha perso le proprie certezze.

Romano Sghedoni è stato uno dei grandi acquisti centrati lungo la strada della rinascita. Con il 31,25% è l’azionista di maggioranza relativa. Quindi il socio più importante. Quindi ciò che dice è da tenere in grande considerazione sia per capire il presente ma anche il futuro.

Sghedoni, quale è il suo stato d’animo, ovviamente calcisticamente parlando.

«Sono molto preoccupato. Qui serve una immediata inversione di rotta, un cambio di atteggiamento. Non so cosa sia successo, ma così non si va da nessuna parte».

Non la consola il fatto di essere ancora primo?

«Non mi consola perchè ho visto come abbiamo perso domenica a Carpaneto. Ci siamo fatti prenderte in giro e non è accettabile».

E adesso?

«Dobbiamo vincere tutte le prossime cinque partite. Sono gare alla nostra portata. Solo così potremmo riguadagnare punti di vantaggio sulle nostre rivali».

Il Modena è da un po’ di tempo che stenta. Ha fatto bene negli scontri diretti, ma sono 16 i punti nelle ultime 10 gare. 25 quelli della Pergolettese...

«Se vogliamo dirla tutta c’è sempre stato poco gioco da parte della squadra. Non dico che c’era da immaginarselo, ma i segnali arrivano da lontano».

Ad esempio?

«Ricordo di essere uscito nel secondo tempo ad Ospitaletto quando abbiamo giocato con l’Adrense. Credo di poter dire che da quella partita in poi le cose non sono poi così migliorate. Anzi».

Senta Sghedoni, è inutile nasconderlo: la piazza di Modena ha individuato in Apolloni il vero colpevole.

«Già dall’inizio della stagione il pubblico lo ha sempre sostenuto poco. E non conosco i motivi. Qui non aveva fatto male dieci anni fa. Evidentemente sono quelle minestre riscaldate che non piacciono».

Sì, ma Apolloni rischia?

«Ci siamo trovati noi soci all’inizio di gennaio e all’ordine del giorno c’era anche da rinnovare la fiducia all’allenatore. Un aspetto sul quale siamo stati tutti d’accordo».

La figuraccia di Carpaneto può aver cambiato il vostro pensiero?

«Torno a ripetere: dobbiamo vincere le prossime cinque partite per rimetterci a posto. Se non succederà, qui saremo tutti in discussione».

Non se la immaginava certo così questa stagione.

«Forse ci siamo illusi troppo presto, pensavamo che fosse tutto facile. Le dico solo che non potrei sopportare un altro anno in serie D. Va bene due anni anche in C, ma da questa categoria il Modena deve andare via».

Cosa la fa arrabbiare di più?

«Noi soci non abbiamo mai lesinato un centesimo per cercare di allestira la squadra più forte possibile. Più di così cosa potevamo fare? Mi sarei aspettato di vedere un Modena con più personalità, in grado di andare su tutti in campi ad imporre il proprio gioco. Questo non vuole dire che dovevamo vincerle tutte. E invece c’è sempre da soffrire contro squadre di paesi quasi sconosciuti con bravi giocatori che danno l’anima»