La direttrice del Fesitval della Fiaba Nicoletta Giberti e l’assessore alla Cultura Giampietro Cavazza
La direttrice del Fesitval della Fiaba Nicoletta Giberti e l’assessore alla Cultura Giampietro Cavazza

Modena, 15 febbraio 2019 - Era nei luoghi più legati alle attività manuali, come la cucina, il focolare o il filatoio che una volta si raccontavano le fiabe. Ad ascoltarle però non erano i bambini, come generalmente si tende a pensare, ma gli adulti, gli unici capaci di condividere e trasmettere le tradizioni di un popolo alle generazioni future.

Ed è proprio a loro che si rivolge il festival della fiaba, che torna quest’anno nella sua sesta edizione in una location nuova, il circolo culturale il Filatoio. Per tre intere giornate, dal 14 al 16 giugno si parlerà di ‘follia’, tema centrale del festival a cui saranno dedicate fiabe, conferenze e performance.

«La vera follia è stata decidere di portare il festival in via de’Bonomini - ha spiegato Nicoletta Giberti, direttrice artistica del festival - molti pensano che la multiculturalità che contraddistingue questa zona comporti anche un certo livello di degrado. Il nostro principale obiettivo invece è sfatare questo pregiudizio dimostrando che in realtà avremo a che fare con una zona che è ricca di potenzialità».

Da due anni il circolo Filatoio brilla e brulica di iniziative e persone che provengono anche da fuori città, mostrando entusiasmo per le iniziative culturali che ogni settimana vengono proposte. Entusiasmo che non è mancato nemmeno all’assessore Gianpietro Cavazza che ha ricordato come eventi di questo tipo siano l’occasione perfetta per educare i cittadini alla responsabilità: «Educare al rispetto per la propria città non significa soltanto fare in modo che certi pregiudizi vengano sfatati ma anche tornare ad apprezzare zone che nel corso degli anni sono state etichettate negativamente. Potremmo spendere fiumi di parole sul tema sicurezza con la consapevolezza però che questa si crea e si rinforza soprattutto educando le persone al rispetto della propria città».

Nell’ambito del festival ogni spazio sarà dedicato ad una fiaba: ecco allora che la camera 22 dell’hotel ‘La Pace’ sarà l’ambiente perfetto per ascoltare la favola di Cappuccetto Rosso, e tante altre potranno essere ascoltate al Loom Coworking di Laura Turrini, al Factory 107, all’atelier di Andrea Cappucci, nello spazio di Marco Brunetti o nelle botteghe di alcuni artigiani.

Ogni fiaba verrà raccontata con parole semplici e non sono necessarie conoscenze pregresse per comprendere i messaggi che ogni fiaba vuole trasmettere. Non mancheranno però anche conferenze in cui a prendere la parola saranno grandi nomi come Ivonne Donegani, professoressa universitaria, già direttrice del Dipartimento di salute mentale di Bologna e responsabile del progetto ‘Arte e salute mentale’ e Nicola Bonazzi, drammaturgo e regista tra i fondatori della compagnia Teatro dell’argine. Ad anticipare il festival oggi il ‘Progetto Briciole’ durante il quale una serie di appuntamenti sempre dedicati alla fiaba sono stati organizzati per condurre il pubblico verso la nuova edizione del Festival.