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19 mar 2022

"Adesso paghino anche i colletti bianchi"

Parla Giuseppe Orlandi, padre di Mattia morto in discoteca, dopo l’inasprimento delle condanne ai componenti della banda dello spray

sandro franceschetti
Cronaca

di Sandro Franceschetti

"Abbiamo aspettato molto tempo, ma la giustizia sta facendo il suo corso". È stata una delle prime frasi pronunciate da Giuseppe Orlandi, papà di una delle vittime della strage di Corinaldo – il 15enne Mattia, di Frontone, in provincia di Pesaro Urbino –, dopo la sentenza pronunciata dalla Corte di assise di appello di Ancona che giovedì ha inasprito le pene per la banda modenese dello spray, riconoscendo a carico dei suoi sei componenti anche il reato di associazione a delinquere, che invece era stata esclusa nel primo grado del giudizio.

Signor Orlandi, cos’ha provato e quali pensieri le sono venuti in mente dopo il pronunciamento della sentenza da parte della Corte?

"I pensieri, ad ogni tappa processuale, sono sempre tanti. Emozioni e stati d’animo che si accavallano, ma prima di tutto c’è sempre Mattia, il nostro amato figlio, l’unico figlio mio e di mia moglie Paola. Noi abbiamo perso Mattia per reati e negligenze inaccettabili. Quella della Corte d’Appello è sicuramente una decisione che va nel senso della piena giustizia, anche se le pene aggiuntive, da 1 a 4 mesi in più, sono davvero poca roba".

Quindi, per lei, il reato di associazione a delinquere era scontato?

"Queste cose le decidono i giudici. Certo, però, era difficile pensare che non ci fosse un collegamento con finalità delittuose tra i componenti di questo gruppo proveniente dal Modenese".

In attesa di un eventuale ricorso in Cassazione relativo a quest’ultima sentenza della Corte di assise d’appello, a breve riprenderà il cosiddetto processo bis; quello del filone amministrativo, concernente le condizioni di sicurezza e i permessi concessi alla discoteca. Cosa si aspetta?

"Guardi, la piena giustizia che mi attendo e che si attendono anche i familiari delle altre vittime della strage (che costò la vita a 5 minorenni e a una mamma 39enne, ndr) può scaturire solo da questo secondo filone". Ci spieghi.

"È vero che spruzzando la sostanza urticante con lo scopo di commettere furti la banda dello spray ha causato il caos nel locale; ma è altrettanto vero che quella sera alla ‘Lanterna Azzurra’ non avrebbe dovuto esserci nessuno, perché quello stabile era accatastato come deposito agricolo e non aveva certo i requisiti di una discoteca. Quindi, è chiaro che la Commissione di vigilanza che nell’ottobre del 2017 rilasciò la licenza di pubblico spettacolo ha delle responsabilità enormi, e ne hanno anche i titolari e i gestori. Il 31 marzo ci sarà l’udienza per i soggetti che hanno chiesto il rito abbreviato; poi il 3 giugno inizierà il processo per i 6 membri della Commissione e altri 3 rinviati a giudizio. Io seguirò ogni fase, col desiderio che emerga tutta la verità e che chi ha sbagliato paghi".

Da quella maledetta notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 sono passati oltre 3 anni. Cosa si porta dentro?

"Io e Paola, da allora, abbiamo la morte nel cuore. Ma pretendiamo giustizia. Perché certe tragedie sono assurde e non devono accadere mai più".

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