di Valentina Reggiani Il giro d’affari si aggirava attorno ai 400mila euro all’anno. Soldi sporchi di morte, incassati con la vendita quotidiana di polvere bianca. «Mi serve uno schiaffo», era la parola d’ordine per avere cinque grammi. «Dammi una carezza», per far capire che la dose da preparare era minore. I carabinieri della compagnia di Sassuolo hanno stroncato un importante rete di spaccio a Castelvetro e, in generale, nella valle del Panaro. In manette sono finiti quattro marocchini tra i 39 e i 45 anni ben radicati sul territorio....

di Valentina Reggiani

Il giro d’affari si aggirava attorno ai 400mila euro all’anno. Soldi sporchi di morte, incassati con la vendita quotidiana di polvere bianca. «Mi serve uno schiaffo», era la parola d’ordine per avere cinque grammi. «Dammi una carezza», per far capire che la dose da preparare era minore. I carabinieri della compagnia di Sassuolo hanno stroncato un importante rete di spaccio a Castelvetro e, in generale, nella valle del Panaro. In manette sono finiti quattro marocchini tra i 39 e i 45 anni ben radicati sul territorio. Gli arresti sono scattati all’alba di venerdì nelle province di Modena e Parma - dove uno di questi si è recentemente trasferito - su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della procura. A coordinare le indagini, iniziate a dicembre del 2018 il pm Giuseppe Amara. Le stesse, supportate da attività tecniche d’intercettazione, hanno permesso di documentare l’esistenza di un gruppo di spacciatori di cocaina, residenti a Castelvetro ma attivi nelle piazze anche di Castelnuovo, Vignola e Spilamberto. Parliamo di quattro nullafacenti, uno tra l’altro papà di famiglia, che incontravano i propri clienti in zone isolate della campagna oppure davanti ai bar. Il gruppo aveva base all’interno di un’abitazione di Solignano e secondo le indagini è risultata in grado di rifornire in un anno almeno 32 consumatori abituali per cinquemila cessioni: ovvero quattro chili di polvere bianca. Parliamo di clienti di tutti i tipi, anche imprenditori tutti sentiti dagli inquirenti. Dieci sono stati poi segnalati quali assuntori. Gli indagati utilizzavano autovetture intestate a terze persone per nascondere lo stupefacente che acquistavano in Lombardia: per lo più a Brescia. Nel corso dell’attività investigativa – come ha spiegato il comandante della compagnia di Sassuolo Camillo Giovanni Meo –, sono stati arrestati in flagranza di reato cinque ‘galoppini’, ovvero i pusher piazzati sulle varie piazze di spaccio.

La gang era solita anche piazzare ‘sentinelle’ all’esterno delle proprie abitazioni per essere informata sull’eventuale presenza di forze dell’ordine. Ieri mattina, nel corso degli arresti sono state sequestrate anche sette dosi di cocaina nascoste sotto al tappetino. L’operazione ha visto impegnati 30 Carabinieri della Compagnia di Sassuolo, con l’ausilio dei cani antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Bologna ed il supporto dall’alto dell’elicottero del Nucleo Elicotteri CC di Forlì. I quattro marocchini sono finiti in carcere mentre un quinto è stato denunciato a piede libero. Sono in corso ulteriori accertamenti per stroncare l’intero traffico: ovvero individuare i fornitori che per lungo tempo hanno consegnato pacchi di cocaina ai marocchini.