Striscioni davanti al tribunale di Reggio
Striscioni davanti al tribunale di Reggio
Nessun imputato presente, sui 24 per i quali la Procura di Reggio ha chiesto il rinvio a giudizio. C’erano invece alcuni genitori e nonni dei bambini che, secondo la pubblica accusa, sarebbero stati strappati dalle loro famiglie attraverso presunte relazioni false di alcuni operatori dei servizi sociali della Val d’Enza. Al via, ieri mattina, la prima udienza del maxi processo ‘Angeli & Demoni’, rinviato al 23 novembre. Il giudice ha anche fissato la data della terza udienza, il 17 dicembre prossimo. Tra la trentina delle complessive 48 parti...

Nessun imputato presente, sui 24 per i quali la Procura di Reggio ha chiesto il rinvio a giudizio. C’erano invece alcuni genitori e nonni dei bambini che, secondo la pubblica accusa, sarebbero stati strappati dalle loro famiglie attraverso presunte relazioni false di alcuni operatori dei servizi sociali della Val d’Enza.

Al via, ieri mattina, la prima udienza del maxi processo ‘Angeli & Demoni’, rinviato al 23 novembre. Il giudice ha anche fissato la data della terza udienza, il 17 dicembre prossimo. Tra la trentina delle complessive 48 parti offese nel processo sui presunti affidi illeciti di minori nel Reggiano che hanno chiesto di costituirsi parte civile, ci sono anche l’Unione Area Nord e i Servizi sociali del Comune di Mirandola per il caso di una minore. La ragazzina, infatti, venne affidata alle cure della terapeuta Nadia Bolognini, imputata assieme al marito Claudio Foti e alla ex dirigente dei Servizi sociali di Bibbiano Federica Anghinolfi. Tra i principali soggetti pronti a chiedere i danni compaiono anche il ministero della Giustizia, la Regione, l’Unione dei Comuni Val d’Enza, l’Ausl di Reggio Emilia e i Comuni di Reggio e Montecchio. Delle famiglie che avevano denunciato l’ingiusto allontanamento dei propri figli, una decina in tutto, un paio avrebbero rinunciato a chiedere risarcimenti. Ieri mattina, nel corso dell’udienza preliminare del procedimento giudiziario in Tribunale a Reggio Emilia c’era anche l’avvocato modenese Marco Pellegrini, legale del tutore (i Servizi sociali) della minore persona offesa. "Si tratta – dichiara Pellegrini – dell’unica minore del comprensorio modenese all’interno di un procedimento che si annuncia particolare. Il giudice ha svolto di fatto l’appello, verificando che tutte le parti fossero state avvisate dell’udienza, ma mancava il legale di un imputato, in quarantena. Il giudice ha comunque raccolto le costituzioni di parte civile delle persone offese e dei soggetti danneggiati rinviando il tutto al 23 novembre, data in cui poter formalizzare le costituzioni delle parti".

L’Unione Area Nord e il ‘tutore’ si sono quindi già ieri costituiti parte civile. I lavori di ieri mattina si sono svolti come da prassi a porte chiuse nell’aula bunker che ha già ospitato il processo Aemilia contro la ‘ndrangheta. In rappresentanza del mondo politico c’erano anche le deputate Stefania Ascari (M5s) e Benedetta Fiorini (centro destra). "Nessuno vuole strumentalizzare, qui conta solo la tutela dei bambini e delle famiglie. Sul sistema degli affidi c’è un vuoto normativo che va colmato al più presto per evitare che fatti gravissimi come quelli di Bibbiano si ripetano. Le mele marce, che esistono in tutte le professioni, vanno buttate. Chi ha compiuto questi atti orribili deve pagare" ha commentato Fiorini.

v.bru.