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19 mar 2022

"Ahmed era un ragazzo d’oro, meritava il meglio dalla vita"

Le parole della madre toccano il cuore: "Avevi grandi valori, ora sei tu il mio Gesù"

valentina reggiani
Cronaca

di Valentina Reggiani

"Si meritava il paradiso, ma non adesso". Un pallone firmato dagli amici più cari e dai compagni di squadra, le sue magliette della 4 Ville appoggiati sul feretro. Erano oltre cinquecento ieri le persone che si sono radunate in moschea, in via delle Suore, per dare l’ultimo commosso saluto ad Ahmed Assiri (foto al centro in alto), il 19enne che all’alba di domenica mattina ha perso la vita, insieme all’amico di sempre, Fabio Cavazzuti su quella Polo finita fuori strada sulla tangenziale e divenuta all’improvviso una trappola di morte. Un terzo amico lotta ancora tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione. Ieri tantissimi giovani con gli occhi umidi di lacrime hanno partecipato al funerale del giovane amico, effettuato appunto con rito islamico dopo di che il corpo di Ahmed è stato trasferito nel cimitero di Ganaceto. Accanto al feretro, in lacrime anche la mamma di Ahmed e il fratellino minore oltre all’intera squadra 4 Ville per la quale Ahemd giocava come attaccante. "Non ci sentiamo di dire niente – affermano ancora sconvolti gli amici – se non che era un ragazzo d’oro nel vero senso della parola e che meritava il meglio dalla vita; non certo la morte". Visibilmente commosso anche Mattia Massarenti, capitano della squadra di calcio che ha sottolineato come Ahmed, in campo così come nella vita facesse la differenza. "Era entrato in punta di piedi nella squadra – ha spiegato – ma poco dopo ne era divenutato il leader, il punto di riferimento. Era sempre sorridente, sempre a disposizione: lascerà un vuoto incolmabile. Saremo sempre 12 sul campo perchè lui è dentro di noi. Siamo venuti in tuta di rappresentanza per salutarlo un’ultima volta perchè lui amava giocare a pallone: la presenza di tutte queste persone fa capire quanto fosse amato. Il mio posto era accanto al suo nello spogliatoio. Era alla mia sinistra dove d’ora in poi in quel punto vedrò solo un grande vuoto".

Al rito, ieri mattina, erano presenti anche tanti genitori, vicini di casa e cittadini di Bastiglia: "Ahmed era educato, delicato e in campo era bravissimo, esprimeva il meglio ma non si è mai sentito superiore agli altri. Era amico di tutti – afferma mostrando un video Francesca Rossi – è cresciuto con i miei figli e tutti gli volevano bene e sarà sempre così". Gli amici di Ahmed avevano dato vita anche ad una raccolta fondi al fine di aiutare la famiglia del 19enne a trasferire la salma del giovane in Marocco. Il posto di Ahmed, hanno detto ieri, è ‘qua’: accanto a tutti coloro che lo amavano. Ieri, al termine della cerimonia l’Imam si è rivolto ai tanti giovani presenti, invitandoli a chiedere aiuto quando ne avvertono il bisogno. "Non dovete dimostrare niente a nessuno: non vergognatevi di chiedere a vostro padre di venirvi a prendere la sera se vi sentite stanchi. Non andate oltre i limiti per dimostrare di essere più uomini o donne. Il giudizio più importante è quello che avete di voi stessi. Diamoci un limite ragazzi".

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