Chissà se sarà abbastanza, chissà se basterà a bloccare gli accessi in piena notte almeno lì, a scongiurare i bivacchi e ridurre la sporcizia. Certamente si tratta di un primo passo per arginare una situazione che, a detta dei residenti e commercianti della zona, non è assolutamente più sostenibile. Gli operai erano già al lavoro ieri di prima mattina per innalzare...

Chissà se sarà abbastanza, chissà se basterà a bloccare gli accessi in piena notte almeno lì, a scongiurare i bivacchi e ridurre la sporcizia. Certamente si tratta di un primo passo per arginare una situazione che, a detta dei residenti e commercianti della zona, non è assolutamente più sostenibile. Gli operai erano già al lavoro ieri di prima mattina per innalzare un’alta recinzione intorno alla zona che circonda l’ex ristorante Brooklyn, una vasta area privata ormai allo sbando più completo, proprio perché l’attività è chiusa.

Una situazione che si inserisce comunque in un contesto tristemente noto, quello del quartiere Tempio, che continua, nonostante il Mef, nonostante i progetti, nonostante gli sforzi fatti per incentivare attività commerciali, ad essere terra di nessuno. Anzi, terra di qualcuno è, perché ormai questa parte della città a due passi dalla stazione e dal centro storico è totale appannaggio di spacciatori e prostitute. Abbiamo già raccolto sulle nostre pagine lo sfogo e la preoccupazione di Clara Badiali, moglie di Roberto Zambelli, amministratore dello storico hotel Stella D’Italia di via Paolo Ferrari, esasperata perché circondata da criminalità e degrado. Minacce, insulti, spaccio sotto i suoi occhi, davanti all’hotel, dove regolarmente alloggia il personale delle Ferrovie dello Stato

E’ stata Clara Badiali, ieri mattina, ad accorgersi per prima della recinzione eretta intorno all’ex ristorante. "Una piccola consolazione – commenta – in un contesto che rimane comunque gravissimo. Io vorrei incontrare il sindaco – ribadisce l’imprenditrice – vorrei capire se lui è consapevole di questa situazione".

"Vorrei ricordare – chiude – che noi siamo stati aperti anche durante il lockdown per accogliere i macchinisti e il personale dei treni che arrivava per rifornire negozi e ristoranti della città. Quando avremo delle risposte?"

Emanuela Zanasi