Aimag, Tegola per i fautori della apertura al colosso bolognese Hera, arriva l'opposizione dell'Atesir

L'Assemblea dei soci di Aimag oggi deve approvare il bilancio 2022 e rinnovare il Cda. Atesir minaccia ricorsi se si cambierà la governance, sindaci e rappresentanze economiche auspicano di rimandare le decisioni fino alle elezioni del 2024.

A sorpresa, a poche ore dall’assemblea dei soci Aimag (oggi deve approvare il bilancio 2022 e rinnovare il consiglio di amministrazione), arriva l’ultima "tegola" per i fautori della apertura al colosso bolognese Hera, che chiede l’ingresso in Cda e la nomina in via ’transitoria’ del direttore generale. Atesir, l’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per servizi Idrici e Rifiuti, ha fatto sapere ai comuni Area Nord che "l’esperimento della gara a doppio oggetto per l’affidamento del servizio rifiuti… non può in alcun caso prescindere dal controllo pubblico sulla società veicolato attraverso il Patto di Sindacato". Dunque, si lascia intendere, eventuali modifiche nella composizione del Cda, determinerebbe una situazione di "limbo" nella gestione rifiuti fino a nuova gara. Una eventualità denunciata anche l’altra sera dagli amministratori che si sono ritrovati a Mirandola per analizzare i possibili scenari; relatori, l’assessore al Bilancio di Mirandola Roberto Lodi, i sindaci Fabio Zacchi (Poggio Rusco), Michele Goldoni (San Felice) e Sauro Borghi (San Prospero). Sulla stessa lunghezza d’onda anche le numerose rappresentanze economiche presenti, tra cui il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola Francesco Vincenzi. "Col passaggio di Aimag nelle mani dei privati si metterebbero a repentaglio 600 posti di lavoro e centinaia di contratti di appalto per aziende del territorio. Inoltre – ha rilanciato Lodi – verrebbe messa in forte discussione la ’mission’ con la quale è stata fondata l’Azienda, ovvero la qualità del servizio fornito al territorio". L’auspicio congiunto dei sindaci, condiviso anche dal Comitato ’Aimag per il Territorio’, è "rimandare ogni decisione dopo le elezioni amministrative di giugno 2024", mentre l’Assemblea fra i soci in programma dovrà servire a "delineare con maggior precisione chi intenda consolidare la qualità del servizio e chi, invece, propenda per il sacrificio di un bene pubblico". E, intanto, sulle decisioni odierne incombe già la minaccia di ricorsi se si dovesse cambiare la governance. "Qualora si volesse precedere con l’ingresso in Cda dei privati – fa sapere il sindaco Borghi di San Prospero – ci opporremo e chiederemo un parere alla Corte dei Conti sull’eventuale danno erariale e al Consiglio di Stato".

Alberto Greco