"Aimag, un esproprio a costo zero" Monta la protesta anche dentro il Pd

Hera nel cda, scontro tra Dem provinciali e di Mirandola. Carpi e i comuni ’alleati’: "Il controllo resta pubblico"

"Aimag, un esproprio a costo zero"  Monta la protesta anche dentro il Pd

"Aimag, un esproprio a costo zero" Monta la protesta anche dentro il Pd

Lo smacco subito dai comuni di Area Nord e mantovani con la votazione del nuovo consiglio di amministrazione di Aimag ha sollevato un coro di commenti che hanno stigmatizzato l’accaduto. "Basta leggere i nomi dei neo consiglieri di amministrazione – attacca l’assessore al Bilancio di Mirandola Roberto Lodi (in foto) intervenuto all’assemblea – per capire quali interessi siano malcelati dietro a quello che, di fatto, è un vero e proprio esproprio: un’acquisizione a costo zero da parte di Hera sotto la regia del Partito Democratico che toglie Aimag al territorio e al controllo pubblico, così come la abbiamo conosciuta sino ad oggi". E prosegue affermando che "la Bassa Modenese viene privata anche del ’tesoretto’ e dei dividendi di un’azienda nata a Mirandola". Opposta la versione fornita dai sindaci di Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Carpi, Novi e Soliera che – ricordando di rappresentare più del 35% dell’azienda, ed il 56% del solo capitale pubblico, ed in termini di abitanti 125mila su 210mila serviti in totale da Aimag –, ribadiscono che "non è venuto meno il controllo pubblico su Aimag con l’elezione del nuovo Cda e invitano alla sottoscrizione di un nuovo Patto di Sindacato gli altri comuni soci".

E confermano "per l’ennesima volta – sostengono i sindaci di Carpi e comuni alleati – che non sono in corso operazioni di vendita, incorporazioni o cessioni di controllo, ma si è dato semplicemente un governo rappresentativo della complessità della società, visto che Hera è socio privato ma di minoranza dell’azienda insieme alle Fondazioni. Nella lista, sottoscritta anche da alcuni soci privati tra cui Hera e Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, ben 4 dei 5 componenti del nuovo Cda sono espressione diretta dei Comuni e, in particolare, anche la stessa presidente e il suo vice sono espressione della nomina dei Comuni e la proposta ha ottenuto il voto favorevole di quasi il 68% dei voti, l’astensione del 5% ed il solo voto contrario del 28% dei soci".

A sostegno di questa posizione interviene la vice segretaria provinciale del Pd Maria Costi, la quale conferma che "il Partito Democratico lavorerà perché sia mantenuto il pieno controllo pubblico di Aimag, senza cessioni di quote afferenti ai Comuni e che la nuova guida dell’azienda è composta da 4 membri di nomina pubblica, con figure autorevoli, espressione del territorio, tra cui il vice presidente, Alberto Papotti, proveniente dalla bassa (neo presidente Paola Ruggiero, ndr)". Rassicurazioni che non convincono, però, neanche il Pd di Mirandola che in una sua nota denuncia che "non è accettabile da parte della Federazione l’inerzia su questioni così rilevanti, anche per le conseguenze che nello specifico ci saranno sui più rilevanti beni del patrimonio pubblico locale. Una responsabilità oggettiva, stiamo valutando quali conseguenze politiche far seguire da parte nostra". Oltre a Ruggiero e Papotti, nominati Alessandro Baroncini per Hera, Paolo Casarini e Monia Brunetti.

Altrettanto preoccupate per le conseguenze le parole della capogruppo di Fratelli d’Italia a Carpi Annalisa Arletti che, denunciando "l’arroganza e l’auto-referenzialità di chi ha a cuore solamente i propri interessi personali e non quelli dell’azienda e del territorio che rappresenta", rileva che "questo – continua Arletti – comporterà il rischio di perdita delle concessioni rifiuti e idrica, con un danno economico patrimoniale enorme per i comuni soci". E a nome della Lega provinciale, Guglielmo Golinelli assicura che "come Lega daremo battaglia assieme a chiunque consideri Aimag un bene prezioso per il territorio" e accusa "il sindaco di Carpi e quello Soliera, che riveste peraltro la doppia carica di segretario provinciale del Pd, con l’avvallo della Regione di avere azzerato il Patto di Sindacato pubblico e essersi resi complici di un disegno che ha portato all’ingresso di Hera nel Cda. Deplorevole l’astensione di Concordia". Altre dure prese di posizione contro il nuovo assetto di Aimag sono venute da Rifondazione Comunista, da Giorgio Siena della lista + Mirandola, da Giulio Bonzanini della Lega di Carpi, dagli esponenti modenesi di Forza Italia, dal sindaco di San Felice Michele Goldoni ("perso un gioiello" e, infine dal Comitato "Aimag per il Territorio", che assicura "continuerà a vigilare".

Alberto Greco