Modena, 13 giugno 2019 - Gli occhi del mondo su Modena. O meglio: su Amanda Knox che torna in Italia per la prima volta dopo la la scarcerazione disposta dal Corte d'Assise d'Appello di Perugia che l'aveva assolta dall'accusa dell'omicidio della sua coinquilina, l'inglese Meredith KercherE questo avvenne otto anni fa: anche la sentenza della Cassazione che l'ha scagionata definitivamente le venne recapitata negli Usa, dove era tornata.

Ora l'americana, che intanto sta per compiere 32 anni, è in città. Ed è arrivata per partecipare al cocktail inaugurale del  festival della giustizia penale  di cui sarà protagonista sabato, come relatrice nel dibattito sul 'Processo mediatico al cospetto dell'errore giudiziario'. L'inaugurazione del Festival è un evento a porte chiuse: sono circa trecento gli invitati tra avvocati, magistrati e autorità (c'è anche il sindaco). Fuori dal chiostro interno di giurisprudenza, in via San Gimignano 3, sono assembrati giornalisti, fotografi e cameraman, con una troupe della Cnn in prima fila.

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Lei, capelli sciolti (video), smanicato lilla a metà polpaccio, zoccoli ai piedi e almeno tre di tatuaggi (uno sulla spalla, uno sul braccio e uno sopra la caviglia), è entrata da un ingresso secondario, evitando ogni contatto con la stampa. Amanda è però apparsa a suo agio sotto i flash dei fotografi, lasciati entrate a scaglioni, ma tenuti a distanza. A differenza della mattina a Linate, ha sfoggiato un sorriso imperturbabile con il suo spritz in mano. Tante le affetuosità con il fidanzato Christopher Robinson, con il quale è spesso mano nella mano.

Il commento / Amanda, la supertestimonial - di Pierfrancesco De Robertis

"Lei è assolutamente contenta di essere venuta in Italia e di partecipare a un evento scientifico, di alto livello, con giudici, avvocati, professori universitari - assicura il suo avvocato Martina Cagossi, program manager di Italy Innocence Project tra gli organizzatori del Festival della Giustizia penale a cui è invitata - Qui non vogliamo affrontare la sua vicenda giudiziaria, sviscerata in tutti i modi possibili e immaginabili. Vogliamo portare la sua testimonianza di come i media abbiano impattato sul suo caso giudiziario". L'avvocato conferma che Amanda parlerà soltanto durante l'intervento di sabato. "Ha un carattere molto forte e riesce a reggere anche a questi momenti di tensione. L'arrivo all'aeroporto di Linate è stato difficile, perché l'assalto è stato anche fisico", però "sa benissimo di essere un personaggio pubblico e se lo aspetta, e ha accettato di partecipare a un evento pubblico".

Amanda è atterrata in mattinata a Linate: capelli raccolti, zainetto sulle spalle, giacca chiara e maglietta nera (FOTO), è uscita, scortata dalla polizia, dall'area partenze. Non ha risposto ad alcuna domanda dei cronisti. Con lei il fidanzato, la mamma e gli avvocati (VIDEO). Non si incontrerà con Raffalele Sollecito, il suo fidanzato all'epoca e come lei accusato poi assolto dall'accusa di omicidio. I due - assicura lo stesso Sollecito - hanno ormai solo contatti sporadici. 

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«Sto tornando in Italia come una donna libera. Ma intanto altre persone innocenti sono ancora in prigione. Ho scelto di non rilasciare interviste prima del mio arrivo in Italia nella speranza che quello che dirò a Modena possa parlare da solo». Lo ha scritto ieri su Twitter Amanda Knox. Lo ha fatto sapere pubblicando un pezzo scritto per Medium dal titolo ‘La vostra soddisfazione, la mia vita’ in cui ripercorre «i momenti più surreali» del caso giudiziario e di «una vita privata diventata di dominio pubblico».

La giovane americana aveva lasciato l’Italia all’inizio di ottobre del 2011 dopo essere stata assolta dalla Corte d’assise d’appello di Perugia dall’accusa di avere partecipato all’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Sentenza con la quale era stata disposta la scarcerazione di lei e di Raffaele Sollecito. I due, che si sono sempre proclamati estranei al delitto avevano passato in cella poco meno di quattro anni.

La sentenza di secondo grado di Perugia venne però annullata dalla Cassazione con un nuovo processo a Firenze (per questioni procedurali) terminato con la condanna di entrambi. Knox e Sollecito sono stati quindi definitivamente assolti dalla Cassazione «per non avere commesso il fatto» il 27 marzo del 2015.

Sentenza comunicata ad Amanda a Seattle, dove era nel frattempo tornata a vivere, dai suoi difensori, gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova. Amanda sarà solo uno dei tantissimi ospiti del festival a cui prenderà parte anche il presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin, sempre sabato alle 10 al Forum Monzani: parteciperà con l’americana alla tavola rotonda sul processo penale mediatico insieme a Vinicio Nardo, presidente dell’ordine degli avvocati di Milano e Martina Cagossi, dell’associazione Italy Innocence Project.