Forti temporali ieri pomeriggio in Appennino hanno dato il via ad un nuovo peggioramento meteo. Pioggia a valle e bufere di neve in quota, con una decina di centimetri sulla vetta del Cimone dove le temperature hanno iniziato a precipitare nettamente sottozero: oggi e domani alcuni siti indicano minime di meno 13 gradi in vetta. A valle, dopo due giorni di temperature estive, già ieri si è tornati sottozero e gli esperti di Emilia Romagna meteo per oggi prevedono che le precipitazioni "si...

Forti temporali ieri pomeriggio in Appennino hanno dato il via ad un nuovo peggioramento meteo. Pioggia a valle e bufere di neve in quota, con una decina di centimetri sulla vetta del Cimone dove le temperature hanno iniziato a precipitare nettamente sottozero: oggi e domani alcuni siti indicano minime di meno 13 gradi in vetta. A valle, dopo due giorni di temperature estive, già ieri si è tornati sottozero e gli esperti di Emilia Romagna meteo per oggi prevedono che le precipitazioni "si concentreranno sull’Appennino per poi cessare entro la metà della mattinata con quota neve in calo, dai 1000 metri del tardo pomeriggio fin sotto i 600 metri nella notte con qualche fiocco fin sui 400 metri. Per il freddo, attenzione al risveglio di mercoledì e giovedì quando a causa dell’aria fredda presente in quota ed al rasserenamento dei cieli potremmo tornare a registrare minime negative su tutta la regione con nuovo rischio per l’agricoltura". In Appennino le precipitazioni fanno temere soprattutto per il riattivarsi di alcuni movimenti franosi, ancora più temibili in questo periodo di emergenza nazionale. Provincia e Comuni, pur in un periodo di blocco generalizzato dei cantieri, comunque garantiranno tutti gli interventi urgenti. I giusti divieti di questi giorni, portano varie conseguenze tra cui la limitata opera dell’uomo (sia degli enti pubblici che dei montanari residenti) nella prevenzione del rischio idraulico e geologico. ‘Appena possibile occorre però ripartire subito coi cantieri già finanziati e snellire la burocrazia per avviarne tanti altri’ chiedono vari abitanti montani. ‘Non solo per assicurare sicurezza a chi vive in montagna ma anche per le conseguenze delle acque quando arrivano in pianura, oltre che per l’esigenza di condizioni viarie sicure da frane e smottamenti soprattutto in periodi di emergenza’. Attualmente sono state varie ditte a chiedere alla Provincia la sospensione lavori per motivi di sicurezza, difficoltà a reperire i materiali necessari, oppure per problemi legati alla logistica, connessi con l’emergenza Covid-19, ad esempio i lavori stradali al Mulino del Grillo a Lama Mocogno. Il Consorzio di Bonifica Burana, pur limitando le forme di comunicazione con gli utenti a numeri verdi, e-mail, social, assicura che resta comunque confermata la piena operatività delle proprie attività tecniche ed amministrative. Nonostante ciò, il maltempo di questa primavera ritardata sta peggiorando la situazione già critica di molti corsi d’acqua montani.

g.p.