MARIA SILVIA CABRI
Cronaca

’Anima Bella’, un film sull’amore "Quanti tormenti tra padre e figlia"

A Nonantola domani sera il secondo lungometraggio del regista Albertini, l’ultimo con Piera Degli Esposti

’Anima Bella’, un film sull’amore  "Quanti tormenti tra padre e figlia"

’Anima Bella’, un film sull’amore "Quanti tormenti tra padre e figlia"

di Maria Silvia Cabri

‘Anima bella’, secondo lungometraggio di finzione del regista Dario Albertini girato nel 2021, sarà protagonista domani sera alle 21.30 della quarta serata della rassegna estiva del Nonantola Film Festival – organizzato dall’omonima APS affiliata Arci UCCA - nell’ambito dell’Estate Nonantolana curata dall’Amministrazione comunale. Diretto da Dario Albertini e distribuito dalla Cineteca di Bologna, ‘Anima bella’ è un ritratto allo stesso tempo commovente e tenero di una ragazza solare - a partire dal suo nome, Gioia - a dispetto delle circostanze in cui sarà coinvolta a causa del forte rapporto che la lega al padre. Ad accompagnare il film, il regista e l’attrice modenese Paola Lavini.

Qual è il tema al centro del film?

"La storia di una coppia, figlia e padre. Gioia è una ragazza di diciotto anni che vive in un piccolo borgo rurale del centro Italia. Fa un lavoro che ama ed è benvoluta da tutti, ma la persona a lei più cara, il padre, dipendente dal gioco d’azzardo compulsivo, la costringe lentamente a stravolgere la sua vita".

Come viene analizzato il rapporto?

"C’è un ribaltamento dei ruoli, sotto due aspetti: è la figlia si prende cura del padre. Inoltre anche il rapporto cittàcampagna cambia: normalmente la metropoli è vista in ‘negativo’, frenetica, qui invece rappresenta la cura, la salvezza, perché il padre viene ricoverato in un’apposita struttura per la sua patologia".

Sul tema del gioco patologico ha girato anche il documentario ‘Slot’…

"In ‘Slot’ protagonista è il gioco d’azzardo compulsivo e descrivo la giornata del giocatore tipo. Nel lungometraggio, invece, mostro le ricadute su chi sta vicino a un giocatore, e in qualche misura dipende da lui per la sua sopravvivenza. Non è un film sul gioco, bensì sull’amore; è il secondo capitolo di una trilogia ideale iniziata con ‘Manuel’, sul misterioso e complesso rapporto tra genitori e figli. Gioia e suo padre potrebbero essere una coppia bellissima: lui non è un papà ‘cattivo’, sarebbe perfetto se non fosse divorato dalla dipendenza".

Il pubblico percepisce questo?

"È la mia intenzione, quella appunto che lo spettatore entri in empatia con entrambi".

Tra gli interpreti c’è anche Piera Degli Esposti

"E’ stato l’ultimo film che ha fatto (l’attrice è morta nel 2021, ndr). Una cara amica, interpreta un cameo e ci ha onorato la sua presenza. Purtroppo non è riuscita a vederlo: era pronto ma lei mi ha detto ‘è per il cinema, va visto in una sala cinematografica!’. Ma non ha fatto in tempo".