– LEPIDA e Cup 2000, che lo scorso anno si sono fuse in un’unica società, ora hanno aperto le porte del loro cda anche alle Asp (Aziende pubbliche di servizi alla persona). Che a livello regionale hanno deciso di farsi rappresentare in questa governance allargata dalla ‘G. Gasparini’ delle Terre di Castelli. Quindi dal suo presidente, Marco Franchini (foto). La notizia è passata un po’ sottotraccia, ma può avere ricadute di peso nel...

LEPIDA e Cup 2000, che lo scorso anno si sono fuse in un’unica società, ora hanno aperto le porte del loro cda anche alle Asp (Aziende pubbliche di servizi alla persona). Che a livello regionale hanno deciso di farsi rappresentare in questa governance allargata dalla ‘G. Gasparini’ delle Terre di Castelli. Quindi dal suo presidente, Marco Franchini (foto). La notizia è passata un po’ sottotraccia, ma può avere ricadute di peso nel futuro del welfare, locale e non.

«Lepida – spiega Franchini – si occupa dello sviluppo dell’ultrabanda, Cup 2000 di gestire i dati sanitari regionali. E la vera sfida da affrontare nei prossimi anni è questa: chi e come gestirà i nostri dati sensibili. Quindi l’ingresso delle Asp nel cda di questa nuova società porta a una doppia garanzia: che certi dati siano davvero utilizzati per il bene pubblico e non per scopi privati, e che le nuove tecnologie, pronte a cambiarci la vita a una velocità inimmaginabile nel prossimo decennio, vengano declinate a servizio del welfare nel migliori dei modi».

Poi Franchini fa qualche esempio di ciò che ci aspetta con l’applicazione del 5G alla domotica, in particolare riguardo all’assistenza ad anziani e disabili. La sua quotidianità. «Penso a braccialetti hi-tech per gli anziani – dice il presidente Asp – che in caso di caduta avvisano in automatico gli smartphone dei familiari e che localizzano la persona in caso di smarrimento. Ma anche ai videocitofoni antitruffa, che sono dotati di riconoscimento facciale e che mettono in allerta se l’individuo non rientra nella cerchia dei conoscenti. E ancora, sistemi che inviano analisi e cartelle cliniche ai parenti sul telefonino, app che sul cellulare dell’anziano bloccano le telefonate truffa o che mettono in contatto con un medico. E così via, il tutto in un’ottica di superamento della tradizionale casa di riposo, puntando per quanto possibile su un’autonomia e una domiciliarizzazione sempre più sicure».

«La nostra Regione – conclude Franchini – sta investendo molto in questo settore, e una rete del genere è anche un impulso per le imprese. Che a loro volta saranno il tassello fondamentale del welfare di comunità, che per reggere non può fare a meno del privato».

v. g.