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25 mag 2022

Arte contemporanea, la mostra è... in casa

La famiglia Catellani ospita le opere del coreano. T-Yong Chung nell’abitazione. privata in via San Martino

25 mag 2022
Una delle opere del. l’artista sud coreano T-Yong Chung
Una delle opere del. l’artista sud coreano T-Yong Chung
Una delle opere del. l’artista sud coreano T-Yong Chung
Una delle opere del. l’artista sud coreano T-Yong Chung
Una delle opere del. l’artista sud coreano T-Yong Chung
Una delle opere del. l’artista sud coreano T-Yong Chung

L’artista sud coreano T-Yong Chung, nato nel 1977 a Tae-gu e da una decina di anni operativo a Milano, è il protagonista di una mostra-evento a Modena. Un unicum sotto la Ghirlandina. L’asiatico, autore di sculture di varie forme e materiali, infatti, espone per una settimana presso l’abitazione privata di una collezionista modenese. Non una dimora qualsiasi, ma la residenza della signora Annalisa, con i fratelli Tiberio, Fabio, Laura e Annarita e la loro madre Afra, eredi di una importante collezione del ‘900 che mise insieme il marito di quest’ultima, Carlo Cattelani. Macellaio di professione con la consorte, da assoluti autodidatti e appassionati, andarono in America nei tardi anni sessanta e conobbero gli artisti dell’epoca, nomi che poi divennero noti in tutto il mondo come Barnett Newman, Mark Rothko, Joseph Albers, Frank Stella iniziando a collezionarli. I figli oggi proseguono sulla strada dei genitori e se Tiberio è stato l’anima, nel 2018 al Castello di Soliera, di una esposizione di parte della collezione oggi è Annalisa a proporre un nome della "nuova" arte. La scelta è caduta dunque su T-Yong Chung le cui opere si sviluppano nei saloni della dimora di via San Martino 19 a due passi dalla ex Manifattura Tabacchi e nell’ampio giardino (qui nei giorni scorsi si sono ritrovati amici e collezionisti della proprietaria, tra cui l’ex Golden Boy del calcio Gianni Rivera). Dalla visione dei lavori emerge l’evidente equilibrio tra l’estetica e le forme della classicità greca e romana e una tendenza concettuale che mira a porsi domande legate alla identità, ai rapporti oriente-occidente, alla gestualità. Secondo l’esperto Francesco Silvestri che ha collaborato alla rassegna dei Cattelani "l’elemento fondamentale di questo artista si concretizza nella filosofia buddhista ponendo al centro dell’attenzione il vuoto che costituisce la realtà ultima. Inoltre nei suoi lavori è fondamentale il pensiero di Sariputra, allievo di Buddha". Una occasione unica dunque non solo per ammirare la qualità di quanto esposto, ma anche per vedere la collocazione inusuale in un contesto privato.

Info. In orario consoni è possibile suonare il campanello al civico 19 di via San Martino per chiedere di visitare la rassegna.

Stefano Luppi

© Riproduzione riservata

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