Sulla vicenda indaga la squadra mobile di Modena: molti i punti oscuri
Sulla vicenda indaga la squadra mobile di Modena: molti i punti oscuri

Carpi, 1 novembre 2019 - Si sono accostati al furgone e coi fucili a canne mozze in pugno hanno minacciato le guardie giurate per poi obbligarle a continuare il viaggio. Una volta arrivati a Correggio hanno svuotato il mezzo e, dopo aver scaricato le vittime a Parma, sono fuggiti con un bottino di milioni di euro. Ennesimo e terrificante assalto ad un furgone blindato sabato notte, intorno alle 2 sull’A22 del Brennero, all’altezza del Casello di Carpi. Secondo i primi accertamenti - le indagini sono in mano alla squadra mobile e ci sarebbero ancora diversi punti oscuri - due o forse più persone hanno rapinato i vigilantes a bordo di un blindato di una società di trasporto tedesca, tenendoli in ostaggio fino a Parma, dove sono stati liberati.

Le due vittime sarebbero state avvicinate appunto lungo l’autostrada, fatte scendere - non si sa con quale scusa - e poi minacciate con tre fucili a canne mozze. I banditi si sarebbero introdotti nel furgone blindato per poi tenere sotto sequestro appunto gli ostaggi, costringendoli sotto le minacce delle armi a continuare il viaggio fino a Correggio. Qui, sempre coi fucili puntati addosso, le guardie - due italiani pare residenti in Germania - sarebbero state costrette ad aprire il cassone e a consegnare i vari sacchi contenenti oro per milioni di euro. A quel punto i due vigilantes sarebbero saliti su un altro mezzo condotto dai rapinatori, pare dell’Est Europa, per poi essere scaricati in via del Traglione, a Parma, la stessa strada dove fu ucciso il piccolo Tommaso Onofri. Subito è scattato l’allarme - i due hanno chiamato la polizia dopo aver raggiunto un bar - e, ovviamente, le ricerche su tutto il territorio per riuscire ad intercettare i banditi. Contemporaneamente i carabinieri di Correggio hanno trovato il furgone aperto e - pare - con ancora qualche sacco di oro all’interno.

Anche in questo caso, sono partite le indagini della scientifica per rilevare eventuali tracce sul mezzo. I due vigilantes sono stati sentiti a lungo dagli uomini della mobile per riuscire a ricostruire tutte le tappe di una notte da film del terrore. In base a quanto accertato, in sostanza, il blindato sarebbe stato seguito già all’ingresso dell’autostrada dalla banda che, probabilmente, da tempo studiava il colpo milionario ma, come detto, vi sono anche tante ‘zone d’ombra’ su cui sono ora in corso gli accertamenti della squadra mobile di Modena, condotti insieme ai colleghi di Parma da cui è partito l’allarme delle due vittime. Non è la prima volta che in città un blindato viene assaltato. Ricordiamo il terrificante colpo al portavalori del 2 aprile 2012, nei pressi di un centro commerciale a Fiorano. Il bottino fu di 100mila euro e fra gli arrestati c’era proprio una guardia giurata. Nel corso del delicato dibattimento, però, il castello accusatorio si era via via sgretolato, facendo propendere il giudice per un’assoluzione piena, per insufficienza di prove, per gli imputati.


Ricordiamo che nel commando, composto da otto persone e che quella mattina sequestrò due guardie giurate, era stata individuata anche la presunta talpa, ovvero un vigilantes di CoopService. A gennaio 2015, invece, due nomadi residenti al campo Rom a Villa D’Adige (frazione di Badia) sono stati arrestati dalla polizia perché ritenuti responsabili di un assalto a un portavalori avvenuto il primo agosto dello stesso anno nel parcheggio del ristorante Roadhouse di via Vignolese, all’uscita del casello autostradale di Modena sud. Un colpo che aveva fruttato la bellezza di 116mila euro. L’operazione congiunta delle squadre mobili di Modena e Rovigo aveva smascherato un’intera banda di nomadi dediti ai furti e gli agenti avevano fatto irruzione nel campo rom di Villa d’Adige arrestando Romano Seferovic e Alessandro Ahmetovic.