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27 apr 2022

"Ateneo in città, investiamo sul nostro futuro"

In via Corbolani posata la prima pietra del polo universitario che, da settembre 2023, ospiterà un corso di Ingegneria tutto in inglese

La cerimonia simbolica con la posa della prima pietra del nuovo polo universitario
La cerimonia simbolica con la posa della prima pietra del nuovo polo universitario
La cerimonia simbolica con la posa della prima pietra del nuovo polo universitario

"Con la simbolica posa della prima pietra, il progetto del Polo universitario a Carpi da sogno inizia a diventare realtà". Un emozionato Corrado Faglioni, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, ha introdotto ieri mattina, nel cantiere di via Corbolani, la cerimonia in vista della futura struttura che ospiterà il nuovo corso di laurea magistrale di tipo ingegneristico di Unimore e che sarà dotata di aule, laboratori didattici e di ricerca oltre a locali da destinare a start up e spin off universitari. "Si tratta di un investimento importante per la Fondazione (18,5 milioni di euro, dei quali 6 milioni destinati all’Università, per sostenere in un orizzonte temporale di dodici anni l’attività didattica e di ricerca, e 12,5 milioni per realizzare il Polo universitario) – ha proseguito Faglioni – e riteniamo che sia una molla per favorire la crescita e lo sviluppo del territorio, dal punto di vista di stimolo culturale e anche imprenditoriale. La struttura sarà caratterizzata da notevole modernità ed ecosostenibilità in tutti gli aspetti, con largo ricorso a fonti energetiche rinnovabili. La superficie di circa 5.000 mq sarà destinata in parte alla didattica e in gran parte anche alla ricerca. Per questo ci siamo avvalsi di uno studio molto importante di Milano Lombardini 22, molto attento a queste tematiche, e con un occhio rivolto al futuro, come è quello che serve a noi". "Raramente capita di vedere l’inizio di una trasformazione – ha continuato il sindaco Alberto Bellelli – ma noi ora ne abbiamo l’opportunità. Carpi diventa più grande. L’Oltreferrovia, il cui contenuto primario è rappresentato proprio dall’Università e dal parco che la abbraccerà, vuole avere un’ambizione forte, quella di promuovere una migliore qualità di vita e di proporre ai carpigiani un modo differente di trascorrere il tempo. Finalmente la ferrovia non rappresenterà più un muro invalicabile e questo spazio sarà caratterizzato da un’identità forte. Uno ‘sfogo di libertà’ come era stato definito da Maurizio Marinelli".

"Se l’università potesse scrivere due parole su questa prima pietra – ha sottolineato il professor Giacomo Cabri, delegato per la Didattica per Unimore – sceglierebbe ‘sfida’ e ‘opportunità’. Una sfida perché esce dalle sue sedi tradizionali di Modena e Reggio Emilia, andando verso un territorio molto vivace. E un’opportunità proprio perché andando verso il territorio possiamo non solo aprire nuovi corsi di studio come questo di ingegneria a Carpi, ma anche avere nuove collaborazioni di ricerca molto interessanti per noi e per il territorio stesso, soprattutto dal punto di vista dell’innovazione tecnologica. C’è richiesta di ingegneri, e la città ha chiesto appunto di avere questo corso di laurea per poter innovare tutte le aziende del territorio; un corso completamente in inglese perché vogliamo che sia effettivamente al passo coi tempi e attrattivo non solo nei confronti degli studenti italiani ma anche stranieri".

I lavori del polo sono stati affidati alla AeC Costruzioni di San Possidonio e dureranno tredici mesi: "Una missione quasi impossibile ma noi siamo pronti a raccogliere la sfida di questo cantiere, realizzandolo in tempi record. Ci riusciremo grazie al lavoro di squadra e unendo le forze", ha sottolineato il progettista della Lombardini22, Marco Zanibelli. La fine del cantiere è prevista tra la primavera e l’estate del 2023 per consentire l’avvio dell’anno accademico 20232024, compatibilmente con i tempi tecnici richiesti dalla procedura di accreditamento della sede e del corso da parte del Ministero dell’Università e Ricerca e dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario.

Maria Silvia Cabri

© Riproduzione riservata

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