L’AUTO intelligente che non ha bisogno del guidatore, che ‘parla’ con la città in un continuo scambio di informazioni. Un veicolo che senza la mano dell’uomo è in grado di fermarsi tempestivamente lasciando attraversare un improvvido ragazzino che attraversa la strada senza guardare. Al laboratorio Masa, Modena automotive smart area, il futuro è a portata di mano. Masa è il primo laboratorio urbano in Italia – realizzato tra le vie e gli edifici cittadini – per la sperimentazione, ricerca, controllo, standardizzazione e certificazione dell’interazione tra le auto, tra i veicoli e gli ostacoli in movimento e tra i veicoli e la città. A DISTANZA di due anni dalla firma del protocollo tra...

L’AUTO intelligente che non ha bisogno del guidatore, che ‘parla’ con la città in un continuo scambio di informazioni. Un veicolo che senza la mano dell’uomo è in grado di fermarsi tempestivamente lasciando attraversare un improvvido ragazzino che attraversa la strada senza guardare. Al laboratorio Masa, Modena automotive smart area, il futuro è a portata di mano. Masa è il primo laboratorio urbano in Italia – realizzato tra le vie e gli edifici cittadini – per la sperimentazione, ricerca, controllo, standardizzazione e certificazione dell’interazione tra le auto, tra i veicoli e gli ostacoli in movimento e tra i veicoli e la città.

A DISTANZA di due anni dalla firma del protocollo tra Università di Modena, Comune e Maserati Spa, gli ingegneri dell’Automotive academy di Unimore assieme ai tecnici di società del territorio quali Danisi Engineering, AD Consulting e Aerautodromo Modena, hanno fatto passi da gigante nella sperimentazione dell’auto a guida autonoma e del rapporto tra l’auto e la città: i test all’autodromo, dove è stata allestita un’area che simula in tutto e per tutto un quartiere, hanno dato ottimi risultati e si comincia a provare il veicolo, una Maserati, nella città vera, la zona tra piazzale Natale Bruni, via Fanti, via Canaletto, via Attiraglio designata per i test grazie ai finanziamenti del bando nazionale periferie ricevuti dal Comune di Modena. Il primo test su strada è stato organizzato in occasione del Motor Valley Fest, nel maggio scorso, alla presenza del sindaco, delle aziende coinvolte e dell’ambasciatore svedese in Italia: una presenza non casuale, quella del funzionario straniero, visto che Volvo ha manifestato interesse a partecipare al progetto oltre ad una ventina di aziende del settore automotive in tutto il mondo. Partendo dalle tecnologie Adas (sistemi avanzati di assistenza alla guida) già esistenti sui veicoli, la sfida degli ingegneri Unimore è di connettere i veicoli non solo tra di loro ma anche con la città attrezzando una zona con tecnologie, telecamere e sensori, altamente innovative. L’area tra via Canaletto Sud, via Fanti e via del Lancillotto, così, è ora in grado di trasmettere informazioni all’auto in transito. E quando in Italia, presumibilmente nel 2020, si svilupperà la tecnologia mobile cellulare di quinta generazione (5G), Masa potrebbe fare enormi progressi.

NEL FRATTEMPO i test vengono eseguiti all’Autodromo di Marzaglia, grazie alla partecipazione a Masa della società Aerautodromo Modena, dove è stato allestito un set che riproduce in tutto e per tutto un quartiere urbano con semafori, rotonde, strisce pedonali e manichini nel ruolo di pedoni e ciclisti che improvvisamente attraversano la strada. «Quando abbiamo iniziato i test, tra la comparsa dell’ostacolo e la comunicazione al veicolo passavano 5 secondi: oggi, dopo tre anni di test, il tempo si è ridotto a 38 millisecondi» spiega Christian Maiolo di AD Consulting Spa, la società che nel progetto Masa segue lo sviluppo dell’infrastruttura ict che dalla strada trasmette informazioni al veicolo. «La distanza tra il veicolo e l’ostacolo sarà ininfluente – prosegue Maiolo – la città comunica al veicolo cosa sta succedendo, dalla presenza di ostacoli improvvisi al colore del semaforo fino alla disponibilità di un parcheggio libero in corrispondenza di un autobus che sta partendo: i vantaggi in termini di mobilità sono molteplici, la riduzione di incidenti stradali, l’aumento della sicurezza di pedoni e ciclisti, la riduzione del traffico e la limitazione degli spostamenti».