Bambini all’asilo (Germogli)
Bambini all’asilo (Germogli)

Modena, 22 febbraio 2018 - Tutti giù per terra, anche durante il riposino. A dormire sul pavimento dell’asilo solo perché nessuno, per un motivo o per un altro, se la sente di posizionare le brandine per il pisolino pomeridiano. Così, nel rimpallo generale di responsabilità, sono stati i bimbi di 3 e 4 anni a restare stritolati nel disagio di una siesta senza lettino: hanno dormito sopra i materassini leggeri sul pavimento.
Il ‘Caso nanna’ è scoppiato nella scuola materna di Marano sul Panaro, comune di 5mila anime sulle colline modenesi che da qualche anno macina allori per la qualità della vita. Una vicenda che si è consumata in pochi giorni grazie a una vera e propria insurrezione delle mamme (un centinaio circa), pronte a rivoltare il mondo per difendere il sacrosanto riposino dei loro pargoli, e alla generosità degli anziani del paese.
Una ragione per non spostare le brandine prima e dopo il pisolino, per trasformare la sala dell’asilo in dormitorio, sembrano avercela un po’ tutti. Ma non tutte le spiegazioni, è evidente, hanno la stessa solidità. Ad ogni modo pare siano state le lamentele di alcune bidelle ad innescare il meccanismo: nel contratto nazionale del personale Ata quella mansione non è prevista. Dunque contro gli acciacchi odierni e futuri, questo il loro ragionamento, meglio evitare certe fatiche.

Ci sono anche le docenti, è vero. Però nel momento del riposino la tata è una sola per sala, e se pensa alle brande non può sorvegliare i bimbi. Quindi non è che le maestre non vogliono: non possono. Come se ne esce, signor preside? Il direttore scolastico – che però tiene a precisare come nessun programma ministeriale parli di ‘dormire’, ma di ‘attività di rilassamento’ – nella sostanza passa la patata bollente alle maestre. Che in ottobre hanno firmato una programmazione nella quale si prendevano la responsabilità di gestire il momento della nanna.
E pazienza se nessuno allora si aspettava il passo indietro delle bidelle durante l’anno: devono sbrigarsela le docenti, altrimenti si rischiano denunce per patologie professionali. Se le tate da sole non ce la fanno, allora i bimbi dormono a terra. O non dormono affatto, fanno altro.
I genitori l’hanno saputo dalle maestre giovedì sera: da lunedì si dorme sul pavimento. «Manco i cani», hanno sbottato le mamme. Prima si sono rivolte alla sindaca Emilia Muratori, che non sapeva nulla e si è alterata quanto loro.

Poi hanno lanciato una petizione che in paese ha raccolto oltre 300 firme in meno di due giorni.
La protesta è montata in fretta, ed è culminata in un assedio delle mamme all’ufficio del preside, costretto poi a riceverle. Lunedì e martedì decine di bimbi sono tornati a casa dopo pranzo, per godersi il lusso di un lettino. Ma i pochi rimasti all’asilo, a causa degli orari di lavoro dei genitori, hanno davvero dormito sul pavimento. «Non può esistere una cosa del genere», ha detto la sindaca. E ieri, dopo una mattinata di confronto col preside e il provveditore, è emersa una soluzione tampone: i nonni. Il Circolo anziani locale, dove la stragrande maggioranza sono pensionati e molti hanno i propri nipoti proprio in quella scuola, ha dato la sua disponibilità fin da subito. Una task-force di volontari, non più giovanissimi ma tutti d’un pezzo, che si è presa l’impegno di presentarsi ogni giorno all’asilo, prima e dopo la siesta, per mettere e togliere le brandine al posto del personale. «Poi troveremo una soluzione stabile», promettono dal Comune, che ha già ricevuto finanziamenti per ampliare la scuola. Ma oggi per i bimbi maranesi sono tornati i sogni d’oro.