Un momento della ricerca in una palestra
Un momento della ricerca in una palestra

Modena, 22 luglioo 2019 - Parte da Modena, da un’idea del dottor Ferdinando Tripi, per anni a capo della Medicina dello Sport modenese, sotto l’egida di Aci, un progetto pilota sulle capacità motorie e visive di bambini e ragazzi. L’obiettivo è quello di capire se i guidatori di domani abbiano le competenze e i riflessi pronti per mettersi al volante. Ne esce un quadro a tinte fosche con la conferma di un peggioramento delle abilità motorie delle nuove generazioni.

Lo studio - i cui dati devono ancora essere elaborati - confermerebbe l’alta correlazione tra le capacità di movimento e le abilità visive: in pratica chi è più ‘sportivo’ è anche più ‘sveglio’ visivamente. Chi invece vive pigramente attaccato allo smartphone, ha tempi di reazione ritardati.

Il problema è che i bambini e i ragazzi d’oggi - come confermano gli insegnanti di educazione fisica - sono più pigri e meno coordinati rispetto a un tempo. Più goffi nel movimento, insomma, a causa di una vita sempre più sedentaria, ‘appesa’ a computer e smartphone, quindi con i riflessi meno pronti.

Lo studio ha coinvolto 650 bambini e ragazzi di Modena (dalla prima elementare all’ultimo anno di superiori) delle scuole Cattaneo-Deledda, Ferrari, La Carovana, Levi, Meucci, Wiligelmo e Pellegrini. Ci hanno lavorato, col sostegno della Cassa di Risparmio di Modena, Aci, il Poliambulatorio chirurgico modenese, le Università di Modena e Bologna, l’associazione ‘In Moto’,’ ‘Insieme si può’ e il Centro fisioterapico città di Vignola.

«Il test intendeva valutare la rapidità di passaggio da vicino e lontano, situazione che si verifica alla guida ma anche in un’aula scolastica: i risultati serviranno come dato di riferimento per le rilevazioni eseguite il prossimo anno – spiega Rita Toni, optometrista del Poliambulatorio Chirurgico Modenese - La sensazione è che, a parità di capacità visiva, ci sia una diminuzione dell’abilità nel mettere a fuoco elementi a distanze diverse in maniera rapida e accurata, o di localizzare un oggetto fisico nello spazio. Dovremmo tuttavia attendere la conclusione dell’elaborazione dei dati per confermare questa ipotesi».

«In merito al dibattito che riguarda l’influenza che l’uso di device tecnologici ha sulle abilità visive dei ragazzi i test di localizzazione spaziale hanno evidenziato una proiezione spaziale ravvicinata e cioè i ragazzi vedono un mondo più “circoscritto”. Si sono invece evidenziati punteggi molto alti nel test che misurano l’abilità di cogliere elementi o oggetti vicini con “la coda dell’occhio”: questo aspetto potrebbe essere messo in relazione con le abilità richieste da molti videogiochi, in cui l’azione avviene in zone diverse dello schermo contemporaneamente.» «Dal confronto con gli insegnanti, si riscontra anche una certa difficoltà nella motricità fine, come la scrittura a mano», spiega la dottoressa:

«Siamo più abili a usare il pollice che l’intera mano proprio perché abituati a maneggiare lo smartphone». Una ridotta capacità di visione periferica, una certa ‘lentezza’ nel mettere a fuoco un oggetto distante e una difficoltà nello spostare lo sguardo da uno schermo vicino (esempio il navigatore satellitare) e un punto lontano (un ostacolo in strada) rappresentano un problema se si pensa che questi ragazzi, prima o poi, diventeranno degli automobilisti. L’obiettivo dello studio è infatti quello di incentivare l’esercizio fisico tra i bambini e i ragazzi, sia all’aperto che indoor, per fare in modo che possano diventare adulti dai riflessi pronti. E quindi automobilisti più attenti. I dati raccolti potranno essere inoltre utili per valutare la necessità di aggiornare i test per la patente di guida.