Il procuratore capo Lucia Musti durante la conferenza per la precedente operazione
Il procuratore capo Lucia Musti durante la conferenza per la precedente operazione

Modena, 28 dicembre 2018 - Dopo l’arresto del consulente finanziario che portava le aziende al fallimento e, poco dopo, dell’imprenditore rampante che acquistava ditte emiliane in difficoltà per ottenere dalle banche la liquidità necessaria a foraggiare lusso e la bella vita, ora la guardia di finanza, coordinata dalla procura, ha individuato e richiuso il carcere la mente dell’associazione a delinquere specializzata in bancarotte fraudolente e riciclaggio. Le fiamme gialle, nell’ambito dell’operazione ‘Last Ring’, hanno eseguito infatti un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di un imprenditore 38enne di Parma, ritenuto socio occulto dell’organizzazione e, soprattutto, mandante grazie al quale il meccanismo poteva essere messo in moto. È nel 2015, infatti, che i finanzieri, con il coordinamento del procuratore capo Lucia Musti e del pm Marco Imperato iniziano ad indagare su quello che appare essere, a prima vista, il ‘semplice’ fallimento di una società di Carpi. I militari si accorgono però che qualcosa non torna, tra collegamenti con soggetti esteri, consulenze di professionisti residenti oltre confine e movimenti di denaro non giustificati. Iniziano, così, approfondimenti a più ampio raggio che portano a smantellare l’associazione a delinquere, con tredici persone indagate per arrivare all’ultimo arresto dell’imprenditore 38enne.