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11 nov 2021

Basquiat, l'opera di Modena venduta per 42 milioni

Il maxi assegno è stato staccato per il dipinto ’The Guilt of Gold Teeth’ che l’artista dipinse in città su commissione del gallerista Mazzoli

11 nov 2021
stefano luppi
Cronaca
Il cosiddetto ’Basquiat di Modena’, ovvero ’The Guilt of Golg Teeth’ dipinto nella nostra città nel 1982
Il cosiddetto ’Basquiat di Modena’, ovvero ’The Guilt of Golg Teeth’ dipinto nel 1982
Il cosiddetto ’Basquiat di Modena’, ovvero ’The Guilt of Golg Teeth’ dipinto nella nostra città nel 1982
Il cosiddetto ’Basquiat di Modena’, ovvero ’The Guilt of Golg Teeth’ dipinto nel 1982

Modena, 11 novembre 2021 - Il cosiddetto ’Basquiat di Modena’, ossia il grande dipinto ’The Guilt of Gold Teeth’, titolo traducibile con ’La colpa dei denti d’oro’ che il celebre artista haitiano-americano Jean-Michel Basquiat (1960 – 1988) dipinse in città nel 1982 su commissione del gallerista Emilio Mazzoli, è passato di mano martedì in America per poco più di 42 milioni di dollari.

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L’opera non ha dunque raggiunto l’exploit che probabilmente la casa d’aste Christie’s si attendeva: la stima degli esperti pre incanto, infatti, variava da un minimo di 40 milioni a un massimo di ben 80 milioni di dollari. In ogni caso la vendita della monumentale opera – 2,40 metri per una lunghezza di oltre 4 metri – rappresenta una cifra altissima per Basquiat, anche se non un record.

Cinque anni fa, nel maggio 2016, il suo dipinto ’Untitled’ venne aggiudicato infatti a 57,3 milioni di dollari sempre presso Christie’s. Un autore, in ogni caso, che da tempo desta un interesse spasmodico da parte dei collezionisti di mezzo mondo che non dimenticano neppure la sua qualifica di antesignano del graffitismo (nella scena di New York era noto a inizio carriera come ’Samo’). Il dipinto, al solito coloratissimo e denso di particolari di non facile accesso immediato nonostante la loro stesura possa apparire infantile, venne dipinto insieme ad un gruppo di altri sette quando Basquiat nel marzo del 1982 fu a Modena per la seconda volta. Il gallerista Mazzoli, infatti, in quella occasione voleva organizzare una seconda mostra dopo la prima, storica, che organizzò nel suo spazio espositivo l’anno precedente.

Ma in dodici mesi quello che era un artista ancora tutto sommato poco noto era divenuto una star mondiale e Mazzoli si contese l’esposizione con una collega-concorrente americana che ebbe la meglio, come racconta bene Anna Ferri nel suo recente volume ’Basquiat. Viaggio in Italia di un formidabile genio’. L’opera nacque in quel clima, su indicazione di Mazzoli, in una Modena che lo stesso artista nei suoi Diari definisce piccola e noiosa con una sola discoteca (lo Snoopy).

La figura centrale rappresenta ’Baron Samedi’, uno spirito del Voodoo di Haiti che si occupa di accompagnare le anime dei morti verso l’aldilà. Samedi è quindi strettamente legato alla morte e anche alla baldoria, un custode, ma pure una figura che rappresenta le moltitudini degli umani.

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