ALBERTO GRECO
Cronaca

Bellco, sospeso il presidio. Si attende il piano

Mirandola, l’assemblea dei lavoratori approva il percorso definito al tavolo romano. Cgil: "Restano gli interrogativi sul futuro produttivo"

Bellco, sospeso il presidio. Si attende il piano

Bellco, sospeso il presidio. Si attende il piano

Mirandola, 11 luglio 2024 – I lavoratori Bellco aderiscono alle conclusioni dell’incontro romano al Ministero dell’Industria e del Made in Italy (Mimit), presieduto dal ministro Adolfo Urso stesso, e sospendono al momento il presidio davanti alla azienda, che dal 12 giugno scorso era diventato meta ininterrotta della solidarietà portata loro da popolazione, istituzioni e lavoratori di altre realtà industriali del Distretto biomedicale. Ieri in una affollata assemblea, seguita in videoconferenza anche dagli impiegati dello storico stabilimento mirandolese, Lisa Vincenzi della Filctem Cgil Modena e Alberto Suffritti della Femca Cisl Emilia Centrale, insieme ai segretari nazionali di categoria Elena Petrosino della Filctem Cgil e da Ivano Dalla Brea della Femca Cisl, collegati da remoto, hanno riferito sull’andamento del tavolo, che ha visto la presenza anche di Regione Emilia-Romagna nella persona dell’assessore Vincenzo Colla e delle istituzioni locali, rappresentate dalla sindaca di Mirandola Letizia Budri. "Nell’incontro – racconta Suffritti – si è fatto report di quello che verrà riportato nel verbale che dovrebbe arrivare da qui a qualche giorno dal ministero dove saranno messi nero su bianco gli impegni che le varie parti, compresa l’azienda. si sono presi. Tutti i presenti hanno capito che siamo al volume massimo della tutela che oggi può dare lo Stato, ma poi ci siamo focalizzati molto sulla tutela dei lavoratori interinali, perché martedì a Roma su questo è stata posta molta attenzione e all’assemblea erano presenti anche i lavoratori interinali con la loro RSA appena eletta, costituita giovedì scorso. Tutti hanno capito il valore del percorso intrapreso. Adesso la concentrazione è sul 17 settembre, quando o l’advisor o l’azienda dovranno portare qualche proposta di soluzione". Infatti, il futuro di Bellco, in mano a multinazionali statunitensi, e dei suoi lavoratori, 510 di cui 300 addetti alla produzione, dipende fondamentalmente da una sua reindustrializzazione, ovvero da un piano che riconverta la produzione di filtri e apparecchi per dialisi che si fanno oggi a Mirandola o dalla vendita a qualche possibile acquirente. "Il punto interrogativo sul futuro di queste persone – dice Vincenzi – è evidente che rimane, perché fino a che non si va nel merito della reindustrializzazione ci rendiamo conto che si possono compiere solo piccoli passi avanti, ma la volontà della azienda di proseguire sul terreno della reindustrializzazione del sito mirandolese c’è. Noi a questo punto siamo aperti a tutte le soluzioni, sia ad una riconversione produttiva che ad una cessione come dice la proprietà a competitor diretti in modo da favorire il processo".