Erano entrambi armati di coltello i due rapinatori che hanno fatto irruzione mercoledì sera, intorno alle 20, orario di chiusura, nella tabaccheria La Rascasse di via Fratelli Cairoli. Avevano il volto coperto da un passamontagna e una volta accertatisi che non c’erano clienti in negozio sono entrati puntando i coltelli contro il titolare. «Dacci i soldi dell’incasso», hanno scandito senza aggiungere altro. Per il negoziante non c’è stato neanche il tempo di realizzare quanto stava accadendo: «Mi sembravano molto determinati. Ho dato tutto il denaro che avevamo, eravamo in chiusura di giornata, non potevo far altro». Difficile al...

Erano entrambi armati di coltello i due rapinatori che hanno fatto irruzione mercoledì sera, intorno alle 20, orario di chiusura, nella tabaccheria La Rascasse di via Fratelli Cairoli. Avevano il volto coperto da un passamontagna e una volta accertatisi che non c’erano clienti in negozio sono entrati puntando i coltelli contro il titolare. «Dacci i soldi dell’incasso», hanno scandito senza aggiungere altro. Per il negoziante non c’è stato neanche il tempo di realizzare quanto stava accadendo: «Mi sembravano molto determinati. Ho dato tutto il denaro che avevamo, eravamo in chiusura di giornata, non potevo far altro».

Difficile al momento stabilire l’ammontare del bottino: si parla comunque di qualche migliaio di euro. I rapinatori non hanno toccato altro: né sigarette, né gratta e vinci. Probabilmente avevano studiato la tabaccheria e sapevano quando colpire. Hanno raccolto il denaro in un sacco e sono scappati a piedi facendo perdere le proprie tracce. «E’ la prima volta che ci succede in 12 anni, da quando ho la titolarità del negozio. E’ stata un’esperienza angosciante, non sai come comportarti». Il negozio è comunque assicurato, resta però la rabbia e la paura per quanto accaduto.

Sul posto sono giunti i carabinieri che hanno avviato le indagini e proveranno a esaminare eventuali immagini delle telecamere in zona. La tabaccheria è in punto ad angolo con un’altra strada che immette sulla Circonvallazione dove è più facile fuggire.

«Non hanno parlato molto», spiega il titolare. Complicato dunque dare indicazione sulla nazionalità dei due malviventi: probabilmente hanno evitato di parlare anche per non orientare le indagini in un senso o in un altro.

E’ la terza rapina a Sassuolo nel giro di pochi mesi. L’ultima, avvenuta il 21 novembre, per la verità è stata piuttosto anomala. Munito di spatola rimediata sul posto, il rapinatore ha provato a intimorire il titolare del forno-pasticceria Millevoglie di via Refice. Per fortuna i banditi sono stati acciuffati grazie al pronto intervento della polizia che li ha catturati tre ore dopo mentre erano in un locale a giocarsi il bottino alle slot machine. Nel caso però del raid dell’altra sera in via Cairoli si è trattato di malviventi di ben altro calibro.

Un’altra rapina particolarmente grave è stata quella di inizio novembre in piazza Tien an Men, all’Ice bar, dove la giovane barista si è ritrovata una pistola puntata contro. Una razzia compiuta da un uomo in collegamento telefonico attraverso un auricolare con un’altra persona che ha mirato direttamente agli scambia-monete dell’ampia sala di videopoker nel bar: alla fine 2500 euro di bottino, portato via in una busta nera dell’immondizia.

Per ritrovare un’altra tabaccheria rapinata bisogna tornare al novembre 2016, quando fu preso di mira il negozio di via Circonvallazione sud. «Ero uscito e stavo andando alla macchina con l’incasso di giornata e anche qualcosa in più perché non avevo fatto in tempo a depositare il denaro in banca», disse il titolare. Il rapinatore aveva il volto coperto, gli è andato incontro e ha caricato la pistola davanti ai suoi occhi.

Una volta afferrato il borsello con i soldi si è allontanato mostrando nuovamente l’arma e minacciando il titolare.

Gianpaolo Annese