Smog, misure d'emergenza in provincia di Modena e Reggio Emilia (foto Ravaglia)
Smog, misure d'emergenza in provincia di Modena e Reggio Emilia (foto Ravaglia)

Modena, 14 ottobre 2019 - Nuovi bollini rossi sulla qualità dell'aria in Emilia. Scatteranno domani e resteranno in vigore per i prossimi tre giorni (fino a giovedì 17 ottobre compreso) il blocco del traffico anche per i diesel euro 4 e le misure emergenziali previsti dal piano 2020 della Regione Emilia-Romagna a causa del superamento, per quattro giorni consecutivi, del valore limite giornaliero delle polveri sottili pm10 in provincia di Modena.

Il raggiungimento del livello di allerta viene segnalato con un bollino rosso nel bollettino emesso oggi da Arpae, consultabile nel sito www.liberiamolaria.it, che indica l'allerta, e quindi le misure d'emergenza, anche per la provincia di Reggio Emilia.

L'allerta smog scatta in particolare a Reggio, Rubiera, Modena, Sassuolo, Carpi, Formigine, Castelfranco. I divieti resteranno in vigore almeno fino a giovedì, il prossimo giorno di controlli. 

Dal 10 ottobre sono stati registrati livelli di pm10 superiori al valore limite di 50 ug/m3 in gran parte della regione, raggiungendo picchi di 76 ug/m3 di concentrazioni a Modena (il 12 ottobre, stazione Modena Giardini), 71 e 73 ug/m3 a Ferrara (il 12 e il 13 ottobre, stazione Ferrara Isonzo). Il 12 e 13 ottobre gli sforamenti della soglia di legge per il PM10 (50ug/m3) hanno riguardato tutte le province ad eccezione di Piacenza (il 12 ottobre) e Rimini.

Aria calda e umida in quota ha determinato condizioni favorevoli all'accumulo di inquinanti negli strati più bassi dell'atmosfera.

Con le misure emergenziali, si aggiunge il divieto di circolazione anche per i veicoli diesel euro 4 in tutta l'area cittadina compresa all'interno delle tangenziali. Il divieto di circolazione per i diesel euro 4 era già previsto gli anni
scorsi, in caso di attivazione delle misure di emergenza.

Previsti anche il divieto di utilizzo di biomasse per il riscaldamento degli edifici dotati di riscaldamento multicombustibile, l'obbligo di ridurre di almeno un grado la temperatura negli ambienti di vita riscaldati (al massimo 19
gradi, più due di tolleranza, nelle case, negli uffici, nei luoghi per la attività ricreative o di culto, nelle attività commerciali e nelle attività sportive e fino a 17 gradi, più due di tolleranza, nelle sedi di attività industriali e artigianali), con l'esclusione di ospedali, cliniche, case di cura e istituti scolastici, il divieto di bruciare sterpaglie, residui di potatura, simili e scarti vegetali di origine agricola in tutto il territorio comunale. Vietate anche biomasse (legna, cippato) così come lo spandimento di liquami.