E’ arrivato, dopo una campagna elettorale estenuante, piena di veleni e di confronti durissimi, il giorno del giudizio. Oggi si decide il futuro della Regione Emilia-Romagna, per la prima volta in bilico tra centrosinistra e centrodestra. Il modenese Stefano Bonaccini, presidente uscente, deve difendersi dall’assalto della Lega. La sua sfidante è Lucia Borgonzoni, senatrice bolognese che, in queste...

E’ arrivato, dopo una campagna elettorale estenuante, piena di veleni e di confronti durissimi, il giorno del giudizio. Oggi si decide il futuro della Regione Emilia-Romagna, per la prima volta in bilico tra centrosinistra e centrodestra. Il modenese Stefano Bonaccini, presidente uscente, deve difendersi dall’assalto della Lega. La sua sfidante è Lucia Borgonzoni, senatrice bolognese che, in queste intense settimane di campagna elettorale, è stata fortemente sospinta da Matteo Salvini e dal suo carisma. Il leader del Carroccio ha battuto la provincia in lungo e in largo, dall’alto Appennino ai paesi più lontani della Bassa. E lo stesso ha fatto Bonaccini, che non si è fermato un attimo e ha presenziato a decine e decine di inaugurazioni e comizi, macinando chilometri su chilometri.

I due leader sono stati protagonisti di campagne diametralmente opposte: da un lato Bonaccini, che ha puntato tutto su di lui e sul suo profilo di amministratore esperto, parlando poco del Pd, suo partito di appartenenza. Dall’altra la Borgonzoni, che invece ha spesso ceduto il palco al leader Salvini.

Nella sfida ci sono tante sfide. La composizione della nuova assemblea regionale, infatti, sarà decisa col meccanismo delle preferenze. Il funzionamento è semplice: si dà la preferenza al candidato del partito scelto scrivendo il suo cognome di fianco al simbolo. Le preferenze possono essere al massimo due, ma in questo caso bisogna indicare un maschio e una femmina, pena l’annullamento della seconda preferenza espressa.

Ci sono partiti che si giocano tanto in queste elezioni: il Pd ha bisogno di conferme e di nuova linfa per ripartire anche a livello nazionale. La Lega, in caso di vittoria, avrebbe lo slancio per provocare la caduta del governo giallorosso nazionale. Forza Italia e Fratelli d’Italia sono protagonisti di un’accesa gara interna per aggiudicarsi il ruolo di seconda forza del centrodestra. I cinque stelle aspettano che ‘passi la nottata’ per riorganizzarsi.

Urne aperte dalle 7 alle 23: che vinca il migliore.