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31 mag 2022

"Botte e graffi all’anziano" Badante rinviata a giudizio

Per l’accusa la donna, assunta dall’85enne, si ubriacava diventando aggressiva: rigettata l’archiviazione, ora dovrà affrontare l’accusa per maltrattamenti

31 mag 2022
Carabinieri
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L’aveva notata tre anni fa, distesa su una panchina. Aveva iniziato a parlarle e, alla fine, si era offerto di assumerla come badante. Così era stato ma la donna, secondo l’accusa, più volte aveva abusato di alcol diventando aggressiva nei confronti dell’anziano tanto da percuoterlo spesso o picchiarlo. Ieri la badante, una marocchina di 45 anni, è stata rinviata a giudizio con l’accusa di maltrattamenti.

Tutto avrebbe avuto inizio tre anni fa a Carpi, appunto, quando l’anziano, 85 anni deceduto il mese scorso, aveva deciso di assumere la straniera notandola in difficoltà. "Ho bisogno di una badante" le aveva detto dopo averla notata distesa su una panchina, ubriaca.

L’imputata aveva poi accettato l’incarico ma, da quanto emerso dagli accertamenti, ogni qualvolta ‘alzava il gomito’ si scagliava contro la vittima, aggredendola fisicamente, strattonandola e graffiandola.

L’anziano, spaventato, in più occasioni si era visto costretto a chiamare le forze dell’ordine ma formalmente non avrebbe sporto denuncia, partita d’ufficio.

Secondo la difesa della donna, infatti, rappresentata dall’avvocato Marco Valeri, l’anziano si era in realtà invaghito della badante tanto da continuare a scriverle lettere d’amore anche dopo che la straniera era stata allontanata dall’abitazione della vittima.

"Va in escandescenza solo quando è ubriaca – aveva infatti dichiarato all’epoca l’85enne – ma non vuole fare del male".

Inizialmente da parte del pm era stata richiesta l’archiviazione del caso, poi rigettata dal giudice e ieri la pubblica accusa ha chiesto per l’imputata, accusata di maltrattamenti, il rinvio a giudizio, accolto dal giudice.

La donna, ora ospite di una comunità dove sta effettuando un percorso per ‘uscire’ dalla dipendenza dell’alcol, dovrà quindi affrontare un processo.

Valentina Reggiani

© Riproduzione riservata

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