VALENTINA REGGIANI
Cronaca

Il cameriere sfruttato di Modena: "Tre euro all’ora? Follia. Ho diffuso il video affinché non capiti più"

"Offrire quella somma misera, per di più in nero, va contro ogni principio. Ora mi ha chiamato un’azienda, dove sono contento di andare"

Modena, 22 settembre 2023 – “Il mio obiettivo? Evitare che altri giovani come me vengano sfruttati in silenzio. Non mi interessa vendicarmi del ristoratore che mi ha offerto così poco, desidero soltanto che vengano riconosciuti i diritti di chi lavora". E’ diventato virale e in pochissimo tempo il video-denuncia postato su Tik Tok da un cameriere 21enne di Modena. Il ragazzo, infatti, ha ripreso la discussione andata in scena lunedì notte con il datore di lavoro che avrebbe voluto pagare il giovane, ovviamente in nero, soltanto venti euro a fronte delle sei ore di turno all’interno del suo locale. Il caso è stato molto dibattuto e ha suscitato la reazione dei sindacati.

Chinwi, 21 anni, cameriere di Modena, ha denunciato un episodio di lavoro nero e sottopagato. Il suo video ha fatto il giro del web
Chinwi, 21 anni, cameriere di Modena, ha denunciato un episodio di lavoro nero e sottopagato. Il suo video ha fatto il giro del web

Perché non ha accettato i 20 euro?

"Ho deciso di non accettare quella banconota per una questione di principio: ho lavorato e faticato, non sono certo andato a rubare. Il mio obiettivo, però, non è quello di far finire questa persona sui giornali: non voglio rovinarlo. Intendo però porre l’attenzione su ciò che è successo".

E’ vero che è stato un amico a proporle di lavorare in quel ristorante?

"Sì. Continuavo ad inviare curriculum ma senza mai ottenere risposte. Sono rimasto senza lavoro così il mio amico mi ha proposto di lavorare in nero nel ristorante in cui lavorava lui. ‘A me ha dato 50 euro per quattro ore’, mi ha detto. Per questo motivo ho accettato e lunedì sono stato chiamato. Nessuno però mi ha parlato di ‘prova’, ed io, all’arrivo nel locale, non ho chiesto nè l’orario nè la paga poiché non volevo apparire come il giovane ‘svogliato’".

Come è andata la serata?

"Ho lavorato per sei ore, dalle 18 a mezzanotte e non non mi sono fermato neppure per una pausa di dieci minuti. Lo so fare questo lavoro, perché avevo seguito alcuni catering e avevo lavorato nei bar. Fatto sta che, a mezzanotte, il titolare ha detto al collega di pagarmi venti euro per la prova, affermando che mi avrebbero ricontattato. A quel punto mi sono ribellato ed ho ripreso tutto per tutelarmi, altrimenti non mi avrebbe creduto nessuno"

Che cosa ha detto in particolare?

"Ho fatto presente al datore di lavoro che all’amico aveva appunto consegnato cinquanta euro per quattro ore di lavoro. Ho chiamato davanti a lui il mio amico, che ha confermato. Dopo di che ha iniziato a contrattare come se fossimo al mercato: ha provato con trenta euro, poi con quaranta e per zittirmi alla fine mi ha dato cinquanta euro".

Le era mai capitato?

"Sì, sono situazioni che ho già vissuto: durante il covid ho lavorato in un’azienda di mascherine; 28 giorni su trenta per poco più di mille euro al mese".

E ora?

"Ora, finalmente, mi ha chiamato un’azienda in cui sono felice di andare a lavorare. E’ servito pubblicare questo video? Sicuramente si perchè tanti giovani che avevano paura di denunciare hanno raccontato le proprie storie. Non puoi pretendere di pagare un’ora di impegno e fatica tre euro e se continuiamo a stare zitti, lo sfruttamento va avanti. Le persone e i giovani soprattutto devono iniziare a far valere i propri diritti".