«MODENA e i modenesi piangono la morte di Andrea Camilleri, un grandissimo scrittore e intellettuale che il mondo ci invidia, ricchissimo di talento, mai domo, impegnato per il nostro Paese sino all’ultimo». Così il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ricorda il grande maestro di Porto Empedocle che, nella sua multiforme attività creativa, era anche autore teatrale e proprio il teatro costituì l’ultima occasione di un suo legame con Modena. Nel dicembre 2017, infatti, il Teatro Comunale Luciano Pavarotti mise in scena, ispirata da un suo testo su Caravaggio, l’opera nuova ‘Il colore del sole’. Nella...

«MODENA e i modenesi piangono la morte di Andrea Camilleri, un grandissimo scrittore e intellettuale che il mondo ci invidia, ricchissimo di talento, mai domo, impegnato per il nostro Paese sino all’ultimo». Così il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ricorda il grande maestro di Porto Empedocle che, nella sua multiforme attività creativa, era anche autore teatrale e proprio il teatro costituì l’ultima occasione di un suo legame con Modena. Nel dicembre 2017, infatti, il Teatro Comunale Luciano Pavarotti mise in scena, ispirata da un suo testo su Caravaggio, l’opera nuova ‘Il colore del sole’. Nella rappresentazione compariva su grande schermo sul palco proprio Andrea Camilleri, in un’intervista del grande regista Ugo Gregoretti, anch’egli scomparso di recente.

«PASSAI UN’ESTATE meravigliosa a Modena, indimenticabile». Il ricordo è di Andrea Camilleri, il noto scrittore e sceneggiatore che ieri ci ha lasciato. Gli capitò di riallacciare i fili della memoria una decina d’anni fa, parlando di un amico, anch’egli strettamente legato alla nostra città, l’attore Luigi Vannucchi. Per allinearci ai ricordi di Camilleri dobbiamo fare un salto indietro nel tempo di oltre mezzo secolo, tornando al 1950. Era una Modena ancora ferita dalla guerra, i segni dei bombardamenti erano ben visibili. Ma proprio perché i modenesi si erano appena lasciati alla spalle il conflitto ,c’era anche tanta voglia di uscire, di divertirsi e di stare insieme. Ma ecco come Andrea Camilleri ricordò quel periodo trascorso nella nostra città.

«Mi iscrissi nel 1949 all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma – ricordò lo scrittore siciliano – allora ero allievo regista. E conobbi Luigi Vannucchi, che faceva il corso per diventare attore. Diventammo amici subito. Eravamo entrambi grandi appassionati di letteratura, legammo immediatamente». Vannucchi, diventato noto attore di teatro e conosciuto anche dal pubblico televisivo per sceneggiati rimasti nella memoria di tanti (anche di fantascienza come A come Andromeda), veniva da Modena. Nato in Sicilia e trasferito a Roma, si ritrovò nella nostra città durante la guerra perché il padre si spostò sotto la Ghirlandina per lavorare al catasto. Frequentò con profitto il liceo San Carlo, poi seguì la sua vocazione di attore iscrivendosi all’accademia nel ‘49.

«ERAVAMO alla fine del primo anno di accademia, era estate – ricordò Camilleri – sapevamo che a luglio dovevamo rientrare per prendere parte a uno spettacolo, quindi eravamo consapevoli di avere libero l’intero mese di giugno.

A Gigi Vannucchi venne l’idea: ‘perché non vieni ospite da me a Modena?’« Inventai una scusa con i miei genitori, dissi loro che avevo impegni e non potevo rientrare in Sicilia. E trascorsi un meraviglioso mese di giugno a Modena in compagnia di Gigi, trascorrendo serate meravigliose… ben inteso, non parlavamo di letterature per tutto il giorno. Eravamo due ragazzi, lui di venti io di venticinque anni… e vivevamo la nostra vita da giovani anche con spensieratezza. Resta uno dei miei ricordi di gioventù più belli».

Roberto Grimaldi