E’ rimasto alla catena per lungo tempo, solo e affamato in attesa che il padrone prima o poi tornasse a casa. Pian piano, forse anche nel tentativo di liberarsi, sono aumentate le ferite sul manto ma, fortunatamente, i suoi guaiti non sono rimasti inascoltati. I residenti, infatti, si sono accorti di lui, di quel pastore tedesco costretto a vivere in situazioni...

E’ rimasto alla catena per lungo tempo, solo e affamato in attesa che il padrone prima o poi tornasse a casa. Pian piano, forse anche nel tentativo di liberarsi, sono aumentate le ferite sul manto ma, fortunatamente, i suoi guaiti non sono rimasti inascoltati. I residenti, infatti, si sono accorti di lui, di quel pastore tedesco costretto a vivere in situazioni estreme e hanno avvisato le associazioni di animalisti che ieri mattina, insieme ai carabinieri forestali e ai veterinari dell’Ausl di Vignola lo hanno liberato.

Ora il padrone rischia la denuncia per maltrattamento di animale ma sono in corso gli accertamenti clinici, da parte dei militari in collaborazione coi veterinari, per verificare lo stato di salute dell’animale. Il proprietario si è giustificato asserendo di essere spesso in viaggio per lavoro e di averlo comunque affidato ‘alle cure’ di conoscenti e parenti. Roky, dieci anni, non è stato sottoposto a sequestro poichè è stato ceduto dallo stesso proprietario al canile il Giovanetto, di competenza del comune di Marano dove attende che una famiglia ora lo adotti. Il pastore tedesco è stato appunto trovato legato ad una catena e in situazioni di estremo degrado nel cortile di un’abitazione di Ospitaletto. «Dopo un nostro sopralluogo con Ausl e carabinieri forestali – spiega samantha, Lav – Roky è stato ceduto al canile, dove saranno eseguiti tutti gli accertamenti sanitari per capire esattamente la condizione di salute del cane. Roky ha 10 anni e ci appelliamo alle famiglie affinchè qualcuno si prenda cura di lui».

Un’adozione del cuore affinchè il cane, dopo tanto tempo trascorso in condizioni estreme, conosca il calore di una famiglia. Fondamentale per l’animale la solidarietà mostrata dai cittadini che si sono subito attivati allertando appunto gli operatori Lav, sempre attenti a situazioni di probabili maltrattamenti.