E’ un copione che si ripete puntuale ogni anno, ma forse mai come in questa fase storica sta creando rabbia e preoccupazione tra i commercianti del cuore cittadino. Finito il lungo lockdown, infatti, i negozianti del centro storico hanno dovuto fare i conti con i tanti cantieri aperti sotto la Ghirlandina, interventi che se da una parte vogliono migliorare l’appeal della città, dall’altra riducono inevitabilmente il flusso di clientela, già di per sé dimezzato per gli effetti del Covid (la partenza dei saldi è stata, non a...

E’ un copione che si ripete puntuale ogni anno, ma forse mai come in questa fase storica sta creando rabbia e preoccupazione tra i commercianti del cuore cittadino. Finito il lungo lockdown, infatti, i negozianti del centro storico hanno dovuto fare i conti con i tanti cantieri aperti sotto la Ghirlandina, interventi che se da una parte vogliono migliorare l’appeal della città, dall’altra riducono inevitabilmente il flusso di clientela, già di per sé dimezzato per gli effetti del Covid (la partenza dei saldi è stata, non a caso, molto fiacca). Non è un mistero che ridurre la fruibilità di una determinata strada, ha la conseguenza di allontanare i modenesi dalle vetrine e cercare vie alternative.

Il tema ha fatto e sta facendo discutere (e infuriare) il tessuto economico, ma anche il mondo politico (l’ultimo è stato il consigliere di Forza Italia, Piergiulio Giacobazzi) che ha tirato le orecchie all’amministrazione per ‘l’invasione’ dei cantieri. Ultimo in ordine di tempo a bacchettare Piazza Grande è Confesercenti Modena. L’associazione, sia chiaro, non critica la volontà di abbellire il cuore di Modena, ma piuttosto il tempismo nel programmare troppi interventi: "Attualmente sono numerosi i cantieri attivi nel centro storico: questo è un segnale concreto, sinonimo della volontà di riqualificare ulteriormente la città, in particolare quelle aree di pregio a traffico limitato o addirittura pedonalizzate che, però, mostrano ancora un arredo urbano più confacente a zone aperte al traffico. Ma i continui lavori in corso - sottolinea Confesercenti - hanno un impatto pesantissimo sulle attività commerciali circostanti, già pesantemente colpite dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria: il calo degli incassi, infatti, si accentua in quelle attività che hanno sede nelle aree interessate da chiusure per cantieri".

"I lavori - dice a sua volta Daniele Cavazza, Direttore Area città di Modena dell’associazione - arrecano forti disagi ai fruitori del centro storico e scoraggiano i clienti di attività commerciali e turistiche che risentono negativamente della scarsa accessibilità di vie o parti di vie come Corso Canalchiaro e Via Canalino in particolare". E ancora: Cavazza fa una proposta precisa al Comune: "Chiediamo pertanto all’Amministrazione di mettere in atto tutte le azioni affinché le ditte assegnatarie terminino i lavori il più presto possibile, per avere la maggior parte delle aree libere per il Festival Filosofia. Sollecitiamo, inoltre, misure straordinarie a sostegno di queste imprese quali ulteriori sconti sui tributi comunali, oltre a quelli previsti dai regolamenti vigenti in periodo pre-Covid".

Vincenzo Malara