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15 mar 2022

Cantieri, rischio paralisi: "Imprese già ferme"

A Modena in ballo 200 milioni di euro di investimenti. Betti (Ance): "Alcune aziende hanno già dovuto bloccare la produzione"

paolo tomassone
Cronaca
Il presidente di Ance Emilia-Romagna, Stefano Betti
Il presidente di Ance Emilia-Romagna, Stefano Betti
Il presidente di Ance Emilia-Romagna, Stefano Betti

di Paolo Tomassone

Per tappare le buche, ripristinare la segnaletica stradale e per la manutenzione del verde pubblico non siamo ancora in emergenza. Qualche impresa, a dire il vero, ha dovuto rinunciare a piccole commesse che alla fine dei conti non risultavano ‘troppo convenienti’ per il proprio bilancio. Le altre si sono attrezzate per far fronte al rincaro dei prezzi delle materie prime e ai costi raddoppiati dell’energia, intaccando i propri risparmi e cercando di contenere il più possibile le spese del personale: una soluzione, però, dal respiro corto. Se non si troveranno soluzioni in grado di contenere questa emorragia, il rischio di paralisi nei lavori pubblici è alle porte. Con buona pace per la stagione di rilancio dell’economia italiana promossa dal governo attraverso i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Parliamo di investimenti che oscillano intorno ai 200 milioni di euro per la sola città di Modena. Lo stop dei cantieri - fa notare il presidente di Ance Emilia-Romagna, Stefano Betti - non è una scelta ma una "necessità" perché tante aziende di calcestruzzo, bitume, mattoni e acciaio hanno già interrotto le produzioni e le forniture. A questo, come già detto, si aggiungono gli aumenti delle bollette. "Occorrono subito misure per calmierare i prezzi e compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese – insiste il presidente dell’Associazione nazionale dei costruttori edili di Confindustria – altrimenti i cantieri in corso, compresi quelli della ricostruzione del sisma e del Pnrr già avviati, si fermeranno per carenza di materie di prime". Al momento siamo agli avvertimenti. In città i lavori pubblici stanno proseguendo anche se un assaggio di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi lo si è già avuto in via Divisione Acqui: conclusi di lavori di manutenzione al Pala Panini, il cantiere si è dovuto interrompere per alcune settimane a causa della mancata consegna del nuovo ascensore per i disabili. Al Palazzetto dello sport – assicurano dal Comune – l’ascensore verrà recapitato entro una decina di giorni, ma da Piazza Grande cominciano a diffondersi timori per i prossimi lavori in agenda, alcuni dei quali già avviati. I più ‘robusti’ sono noti da tempo. Per esempio il progetto di riqualificazione dell’area nord - per il quale sono già arrivati finanziamenti per circa 20 milioni di euro - per interventi tra il comparto Nonantolana, il comparto ex Consorzio agrario, il comparto ex Mercato bestiame con via Finzi e la tangenziale. Oppure il completamento dell’ex ospedale Estense. O il piano di riqualificazione urbanistica ed architettonica delle Ex Fonderie. A rischio anche gli accordi quadro per l’affidamento di manutenzione ordinaria: si tratta di gare d’appalto per circa 6 o 7 milioni di euro per lavori di asfaltatura strade, potatura di alberi, piante, siepi e taglio di erba, oltre alla manutenzione di scuole ed edifici pubblici. Le aziende dell’edilizia chiedono un adeguamento del prezziario regionale, per evitare che le gare vadano deserte.

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