Modena, carabinieri picchiano arrestato. L’avvocata: “Scene da film americani”

Barbara Bettelli, che difende il 23enne protagonista del video diffuso sui social, commenta così: “Si sono accaniti con una violenza non necessaria. Se una persona si oppone a un controllo legittimo va contenuta, non picchiata”

Modena, 14 marzo 2024 – Non si placano le polemiche dopo le immagini dei carabinieri che picchiano un arrestato a Modena e che hanno fatto il giro del web. “A Modena non si è mai vista una cosa del genere, finora cose così le avevo viste solo nei filmati americani. Si sono accaniti con una violenza non necessaria. Se una persona si oppone a un controllo legittimo va contenuta, non picchiata”. L'avvocata Barbara Bettelli, che difende il 23enne guineano arrestato ieri, commenta così il video diffuso sui social che mostra un carabiniere che lo colpisce con pugni mentre tenta di farlo entrare nell'auto di servizio.

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Un fermo immagine del video con il carabiniere che dà un pugno al fermato
Un fermo immagine del video con il carabiniere che dà un pugno al fermato

La legale del giovane, regolare e con un lavoro come aiuto-cuoco in un ristorante della provincia, valuterà se sporgere querela. Ieri dopo la convalida è stato liberato. Nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, ieri mattina in tribunale a Modena, il 23enne aveva dichiarato di essere stato "picchiato al volto e a una gamba” e di non aver provocato danni all'auto di servizio dei carabinieri.

L'udienza si è svolta ieri mattina, prima che iniziasse a circolare il video sui social, girato da un passante, che mostra una fase dell'arresto, con un carabiniere che mentre tenta di far entrare nella macchina il giovane lo colpisce con pugni. Ma non emergevano su di lui segni di lesioni. Il giovane avrebbe riferito al giudice di trovarsi alla fermata dell'autobus per andare al lavoro quando è stato controllato. Non aveva con sé i documenti e avrebbe detto ai militari, riferisce la sua avvocata, Barbara Bettelli, che avrebbe potuto chiamare un amico che glieli avrebbe portati. A quel punto sarebbe stato però invitato a salire in macchina per andare in caserma e lui non voleva.

"In udienza è stato detto che è stato controllato perché sembrava sospetto. Ma non c'era a mio avviso nessun indizio che stesse commettendo un reato”, spiega la legale. Si tratta di un ragazzo arrivato in Italia alcuni anni fa “in barcone” e “non risultano precedenti di condanne”. Dopo aver fatto il lavapiatti, attualmente lavora come aiuto cuoco in un ristorante della provincia “ed è molto apprezzato dal suo titolare”. L'udienza è stata rinviata al 18 aprile.