Modena, 8 settembre 2018 - E’ morto all’età di 91 anni Carlo Benzi. Era conosciuto come il ragioniere del Drake, l’uomo che teneva la contabilità della scuderia del Cavallino e si rapportava personalmente con Enzi Ferrari. Un amico vero, uno dei pochi ammessi ai funerali di Enzo Ferrari.

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Del mio amico carissimo Carlo Benzi, spentosi all’età di novantuno anni, dirò semplicemente che è stato un grande custode di verità talvolta inconfessabili. Contabile di Enzo Ferrari dal 15 gennaio del 1946 fino alla scomparsa del Drake nell’agosto del 1988, sebbene avesse lasciato l’azienda di Maranello negli anni Settanta per passare alla Coca Cola, l’arguto Carletto non era soltanto l’uomo delle cifre, l’addetto alle transazioni bancarie, l’artefice di combinazioni finanziarie inevitabilmente complicate. No. Benzi è stato molto più di questo. Era un tesoriere, ma nel senso che governava i tesori dell’anima del modenese e dell’italiano più celebre sulla faccia della terra. Carlo conosceva i segreti del Ferrari uomo e non li avrebbe svelati manco sotto tortura. Aveva un rispetto sacrale per l’idea di lealtà. Sui collaboratori del Vecchio, ingegneri o piloti che fossero, era trasparente, talvolta sarcastico, non di rado feroce: per capirci, chiamava Montezemolo “il giovane Pasqualino in ascesa” per segnalarne una propensione al carrierismo. Ma su Ferrari, niente. Si erano conosciuti a tavola all’Ubersetto durante la guerra, Carlo capiva il tedesco e faceva da interprete tra Enzo e un gerarca nazista.

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Non si persero più di vista. Perennemente munito di un piccolo quaderno, su cui diligentemente annotava entrate e uscite, Benzi fu il ministro delle finanze della Ferrari ruggente, quella degli albori. Nulla gli sfuggiva, dall’operaio che faceva il furbo sugli straordinari al campione che reclamava premi non dovuti. Il Drake adorava Carlo perché se gli mancava un numero di sicuro Benzi ce lo aveva sotto mano. Non per niente nel 1969 gli delegò la trattativa con la Fiat. E infatti anche nella vecchiaia Enzo si serviva dello storico collaboratore: per preparare l’asse ereditario. Non a caso Carlo fu uno dei pochissimi ammessi al funerale privato di Ferrari, trent’anni fa. Io gli ho voluto molto bene e lui ne voleva a me. I nostri incontri conviviali al Montana erano qualcosa di epico: lui ad un certo punto estraeva il mitico quadernetto, me lo mostrava per un attimo e subito lo metteva via, “perché ci sono segreti che porterò con me nell’altro mondo”. E rideva come un bambino, fiero della sua storia e della sua identità. I funerali di Carlo Benzi saranno celebrati oggi a Maranello alle 15.