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27 gen 2022

"Caro bollette, quella del gas è passata da 3 a 10mila euro: è un disastro"

Stefania Rinaldi, storica impiegata della polisportiva San Faustino: "Come si fa a reggere così?" Il presidente Pier Nicola Tartaglione: "Dobbiamo per forza restringere al massimo i consumi"

27 gen 2022
Stefania Rinaldi mostra le bollette; sotto, Pier Nicola Tartaglione (a sinistra) e Ferruccio Bernardi (Fotofiocchi)
Stefania Rinaldi mostra le bollette
Stefania Rinaldi mostra le bollette; sotto, Pier Nicola Tartaglione (a sinistra) e Ferruccio Bernardi (Fotofiocchi)
Stefania Rinaldi mostra le bollette

Modena, 27 gennaio 2022 - Stefania Rinaldi , storica impiegat a della Polisportiva San Faustino di via Wiligelmo mostra una bolletta atronomica che mette molto a rischio l’attività di questo ’aggregatore sociale’ e probabilmente di molti altri. "Lo vede? – spiega Rinaldi – in novembre dello scorso anno abbiamo pagato di gas per il riscaldamento delle nostre attività 3mila euro, cifra che il mese seguente è arrivata a sfiorare i 10mila euro". Nessun ente o polisportiva, ma anche famiglia o impresa può reggere a bollette tre volte maggiori.

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Il concetto lo ribadisce Pier Nicola Tartaglione che della polisportiva a due passi dal parco Amendola è il presidente: "In pochi mesi le cifre sono triplicate e ieri sera al consiglio direttivo abbiamo stabilito di restringere al massimo possibile i nostri consumi. Io direi che il problema docce fredde al momento non sussiste, perché parliamo di chi fa attività sportiva in pausa pranzo e poi non va a casa. Ma saranno una ventina di docce al giorno perché le ragazze più giovani che qui fanno ginnastica poi rientrano a casa loro. Il problema però è sentito tanto che siamo stati costretti a razionalizzare il consumo energetico altrove perché non intendiamo certo chiudere visto che le polisportive portano avanti valori di solidarietà, di responsabilità per la comunità, di cultura e di sport ben rappresentati dai nostri soci".

«Qui ogni anno – continua Tartaglione – del resto, ci sono 25mila accessi e vorrei ricordare il ruolo sociale che le nostre strutture hanno, visto che le attività le facevamo anche durante i mesi di chiusura causa virus". Nelle varie polisportive visitate ieri i pensionati giocano a carte, discutono intorno al campo di bocce e c’è qualche consumo al bar, ma certo la situazione è difficile.

Claudia Bernard i è tra i massimi responsabili di Spazio Coop Unimmobiliare che gestisce gli immobili delle dodici polisportive del territorio: "Se facciamo i raffronti con le bollette di fine 2019, visto che il 2020 è stato l’anno delle chiusure, si vede come le nostre bollette sono aumentate del 30% circa, ma ora ci aspettiamo una ‘botta’ ben più alta anche se ancora non abbiamo idea della cifra. Questo discorso vale per la Polisportiva Gino Nasi, dove faccio la volontaria dopo decenni in Cna, perché essa è l’unica di Modena con il teleriscaldamento ottenuto bruciando i rifiuti. Se resta freddo anche a marzo avremo per mesi degli aumenti elevatissimi e non possiamo neppure rateizzare perché non si otterrebbe granché. Quindi cerchiamo di andare avanti, anche se le polisportive non sono organizzate per fare fronte a questi argomenti e molti presidenti non ci dormono la notte".

Uno di essi è Ferruccio Bernardi, presidente della Gino Nasi di Via Tarquinia 55: "Noi per ora non abbiamo chiuso nulla – dice – e attendiamo la prossima batosta relativa al teleriscaldamento che temo non sarà bassa. Rischiamo che ci tagli le gambe in periodi non certo semplici, a causa del virus e non solo. Oggi le polisportive hanno molte meno adesioni di un tempo e noi, anche per cause naturali, siamo passati dai 350 soci di alcuni anni fa al centinaio di oggi".

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