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11 giu 2022

Casa crollata, famiglia nell’incubo: "Lasciati soli, viviamo in una stanza"

Marano, Gribi: "Il Comune ci ha concesso un locale degli impianti sportivi sotto al ponte, è poco dignitoso"

11 giu 2022

Hanno ancora negli occhi quegli istanti drammatici del 18 maggio scorso, quando poco prima dell’ora di cena si videro crollare addosso il soffitto che stava sopra al loro appartamento, in via Cavarola 9, nel centro di Marano. Ora sono stati sistemati, a spese del Comune (e con il contributo della parrocchia di Marano e della Polisportiva Maranese), in una stanza degli spogliatoi degli impianti sportivi di Casona, proprio sotto al ponte sul Panaro. Ma da qui Gribi Fethi, 42 anni, tunisino, in Italia dal 2005, vuole andarsene in fretta, e per diverse ragioni. Tra le prime la volontà di tutelare meglio la sua famiglia, composta dalla moglie Mannai, 32 anni, e dai due figli di 8 e 5 anni. "Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni – denuncia Gribi – perché dopo quello che ci è successo, crediamo sia poco dignitoso rimanere nella stanza in cui ci troviamo ora. Siamo sotto al ponte di Casona, in un locale dove abbiamo trovato anche degli scorpioni (e mostra tanto di foto, ndr). Ma non solo: a parte il frigo che non va (funziona solo il freezer), qui c’è un viavai di gente che non mi fa stare tranquillo, pensando che dovrei riprendere a lavorare lasciando qui mia moglie e i figli. Poi, questo è un luogo dove vengono a fare anche pic nic e grigliate, quindi ci troviamo pure a pochi metri da persone che si ubriacano e che possono rappresentare potenziali pericoli per la nostra incolumità. Per questo, stiamo cercando al più presto un’altra sistemazione, in affitto. Sono in grado già ora di dare a garanzia qualche mese di anticipo". Gribi, per chi volesse aiutarlo, ha lasciato anche il suo numero di telefono: 353 3174348. "Proprio l’altro ieri abbiamo incontrato i Servizi sociali, ma ancora non ci hanno dato una soluzione. Anzi: mi è stato consigliato di anticipare il rientro della mia famiglia in Tunisia, anziché andare tutti insieme il 7 agosto come avevamo deciso da tempo". Gribi, che prima dell’incidente faceva verniciature a polvere per una ditta di Marano, ha perso anche il lavoro. "Dopo essere stato in ospedale mi sono preso una settimana di malattia – ha raccontato – e il titolare ha preferito non rinnovarmi il contratto. Ma non sono preoccupato; ho sempre lavorato e qualcosa troverò: ho la patente da carrellista, so fare il falegname, verniciature e lavaggi. Ovviamente, se qualcuno volesse offrirmi un posto di lavoro, ben venga. Ma ora, è importante spostarci da qui".

Ricorda anche quei momenti terribili: "E’ stato un vero miracolo se siamo ancora tutti vivi. Io però ho ancora i postumi di una ferita al braccio destro, mia moglie ha riportato danni in bocca, i miei figli faticano ancora a dormire la notte. Per pochi centimetri, quella sera, la lavatrice del piano di sopra non è caduta in testa a mio fratello, che si trovava con noi". Intanto il sindaco di Marano, Giovanni Galli, spiega: "Come amministrazione stiamo continuando a cercare una soluzione. Abbiamo contattato diversi proprietari che non hanno immobili liberi da affittare.

Faccio un appello ai lettori: se avete appartamenti liberi da affittare, informateci! Finchè non si troverà un’altra soluzione, questa famiglia comunque potrà rimanere lì. Ma stiamo continuando a darci da fare: abbiamo appuntamenti anche stamattina con un proprietario che forse è disposto ad affittare".

Marco Pederzoli

© Riproduzione riservata

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