"Il consorzio di Casa Serena ha deciso di acquistare entro la prossima settimana diversi iPpad per attivare le videochiamate tra gli utenti e i parenti che lo desiderano". Ad annunciarlo è Mario Cardone, portavoce dell’associazione Amici di Casa Serena di Sassuolo, la struttura protetta di via Salvarola che conta oltre 90 ospiti. Cardone, una buona notizia per chi non ha modo di entrare in contatto con i propri congiunti. "Assolutamente sì. Queste persone in questi giorni, per le note ragioni,...

"Il consorzio di Casa Serena ha deciso di acquistare entro la prossima settimana diversi iPpad per attivare le videochiamate tra gli utenti e i parenti che lo desiderano". Ad annunciarlo è Mario Cardone, portavoce dell’associazione Amici di Casa Serena di Sassuolo, la struttura protetta di via Salvarola che conta oltre 90 ospiti.

Cardone, una buona notizia per chi non ha modo di entrare in contatto con i propri congiunti.

"Assolutamente sì. Queste persone in questi giorni, per le note ragioni, vivono praticamente da reclusi, la struttura, anche per il luogo in cui è collocata, è praticamente isolata. E noi parenti soffriamo questa condizione, la viviamo con amarezza anche se ne comprendiamo la necessità. D’altro canto proprio ieri, il nostro presidente Sandro Morini ha inviato una lettera alle istituzioni per chiedere che, condividendo le restrizioni in atto, si evitino ingressi in questo periodo di nuovi ospiti".

A cosa si riferisce?

"Il gestore per contratto mettere a disposizione del territorio alcuni posti per i pazienti che escono dagli ospedali per ‘riabilitazione’ oppure per garantire ricoveri da 20 giorni per dare sollievo alle famiglie. Un accesso in contraddizione con i principi di precauzione adottati nel momento attuale".

Voi in questo momento in pratica non potete avere alcun contatto con i vostri congiunti all’interno della struttura.

"No, i parenti vengono bloccati all’ingresso, non possono neanche accedere nell’anticamera. Io ho per esempio ho un congiunto in struttura, quando ha bisogno di un ricambio di indumenti lo lasciamo al portinaio. Per sapere come stanno vivendo, lo chiediamo agli operatori. Il rapporto in questa fase è esclusivamente mediato".

Nel suo caso con la sua parente che ha in struttura ha modo di relazionarsi?

"No, mi hanno mandato alcune foto. Nel mio caso non è possibile relazionarmi in altro modo". Con l’arrivo dei tablet un contatto in più sarà possibile.

"Sì, abbiamo appreso dal consorzio che saranno forniti degli strumenti tecnologici che permetteranno delle videochiamate. Questo è molto importante, anche perché sappiamo che le operatrici della struttura sono disponibili a mettere gli ospiti in contatto con le famiglie".

A proposito come vivono gli operatori di Casa Serena questo momento?

"Il loro timore è un po’ quello di tutte le rsa italiane. Mancano spesso adeguati strumenti di protezione individuale, guanti e mascherine in primis. Ho letto però che anche a Sassuolo sono appena arrivate tremila mascherine".

Gianpaolo Annese