Modena, 27 gennaio 2021 - "Le cellule staminali sono un ulteriore tentativo, forse più potente di quelli finora tentati" per curare i pazienti con polmonite da Sars-Cov-2. Ne è convinto il pneumologo Enrico Clini (video).

Cosa succede all’organismo quando viene attaccato dal Covid?
"La polmonite da Sars-Cov-2 è una malattia polmonare ma anche sistemica, gravata da tante complicanze, soprattutto sul versante cardiovascolare. La malattia polmonare si estrinseca con l’insufficienza respiratoria: la mancanza di ossigeno nel nostro organismo è letale e questo è il motivo per cui l’organismo non riesce a reagire; in questo caso il rischio della mortalità è relativamente alto. Il vero problema è come contrastare questa sequenza di eventi e di complicazioni".

I farmaci e le cure sperimentate finora non sono riuscite a dare una risposta definitiva?
"Alcuni farmaci, il più delle volte, vengono somministrati in combinazione tra loro. Quelli rivelati più efficaci, su base scientifica, sono il cortisone e l’anticoagulante. Sono stati sperimentanti altri farmaci, come antivirali e antinfiammatori più potenti, ma nessuno di questi da solo si è rivelato determinante. Molto dipende dalla risposta dell’individuo e dalle sue caratteristiche, se è fragile o avanti con l’età".

Che funzione hanno le cellule staminali?
"Cercano di spegnere quell’infiammazione che è la causa di una sequenza di eventi che porta al crash del sistema respiratorio e purtroppo al rischio delle complicazioni e alla morte". Non sono mai state impiegate per la cura del Covid?
"Sì, quella del Covid è un’area nuova di esplorazione per l’efficacia delle cellule chiamate stromali mesenchimali. Speriamo che una volta infuse negli organismi, possano rivelarsi determinanti per curare questa particolare patologia, così come sono efficaci in molte altre condizioni, si pensi a quelle oncologiche ed ematologiche.

p.t.